“So chi è lei. Ho sentito parlare di lei. Mi dica. Cosa vuole?”.
“Avrei bisogno di incontrarla”.
“Per quale motivo?”.
“Beh, vede, ho messo insieme un’associazione di esorcisti. Ci riuniamo a Roma per confrontarci e aiutarci. Sa, nel mondo siamo talmente pochi”.
Furono queste le parole che Padre Amorth rivolse al responsabile della Santa Sede, per chiedere udienza e porre attenzione sui caso degli esorcisti, che sembrano davvero scarseggiare e non solo in Italia.
Padre Amorth si presentò, pertanto, alla residenza del prelato:
“Lei voleva vedermi. Dunque, eccomi qua. Mi dica”.
“Ecco, eminenza. Ci tenevo a informarla del fatto che, in qualità di esorcista della diocesi di Roma, ho pensato di convocare un piccolo raduno di esorcisti. Siamo in pochi nel mondo e in pochissimi in Italia. Ho pensato che vederci ci avrebbe aiutato. E’ un mestiere difficile. Così sono venuto qui soltanto per informarla di questa iniziativa”.
Purtroppo, il seguito del dialogo non andò come Padre Amorth si sarebbe aspettato da un suo superiore e ne ebbe conferma quando il prelato gli ribadì a chiare lettere: “Sto dicendo, lei fa l’esorcista, ma lo sappiamo entrambi che Satana non esiste, no?”.
“Come sarebbe a dire “sappiamo che non esiste” -replicò Padre Amorth.
“Per favore. Lei lo sa meglio di me che è tutta superstizione. Non mi vorrà mica far credere che lei ci crede davvero?”.
“Eminenza, mi stupisce sentire queste parole da una personalità così importante come lei”.
“La stupisce? Ma come? Non mi dica che lei davvero ci crede!”.
“Io credo che Satana esiste”.
“Davvero? Io no. E spero che nessuno ci creda. Diffondere certe paure non è buona cosa”.
“Beh, Eminenza, non deve dirlo a me. Anzi, se posso le suggerirei una cosa”.
“Mi dica pure”.
“Lei dovrebbe leggere un libro che forse può aiutarla”.
“Ah sì? Quale libro, padre Amorth?”.
“Lei dovrebbe leggere il Vangelo!”.
Padre Amorth aveva proprio ragione: è nel Vangelo che si parla di Satana e anche in tutto il resto delle Sacre Scritture, dal momento in cui si descrive Lucifero che, da Angelo di Luce qual era, viene punito per la sua arroganza, per essersi inorgoglito dei doni che Dio stesso gli aveva offerto.
Chi commettere lo stesso errore di quell’illustre prelato rischia di farsi trovare disarmato di fronte al più temibile dei nostri nemici.
Antonella Sanicanti
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