Eutanasia: In Olanda sono troppi i pazienti sottoposti senza consenso

Eutanasia: In Olanda sono troppi i pazienti sottoposti senza consenso
Eutanasia

La dottoressa Berna Van Bassen, per dieci anni membro del comitato atto a giudicare la liceità dell’applicazione dell’eutanasia in Olanda, ha deciso di dare le proprie dimissioni per un disaccordo sul nuovo articolo della legge sull’eutanasia che prevede la dolce morte anche per i minori che abbiano raggiunto i 16 anni di età. Il motivo della sua decisione non è legato all’età dei possibili pazienti, ma al fatto che in uno dei commi viene specificato che il trattamento di fine vita potrà essere applicato anche ai soggetti affetti da malattie mentali.

Sulla rivista ‘Verità‘ viene riportata la parte dell’articolo in oggetto: “Se un paziente di 16 anni o più, che non è più in grado di esprimere la sua volontà, prima di raggiungere questo stato è stato ritenuto in grado di fare una valutazione ragionevole dei propri interessi, e ha fatto una dichiarazione scritta che richiede che la sua vita sia terminata, il medico può rispettare questa richiesta a meno che non abbia fondati motivi per rifiutarsi di farlo”. Il problema etico della donna è legato anche ai risultati statistici degli ultimi anni che mostrano come sia in costante aumento il numero di soggetti sottoposti ad eutanasia che non sono in grado di esprimere una propria opinione a riguardo. Secondo alcuni dati statistici sarebbero addirittura il 23 % dei soggetti a non aver espresso alcuna volontà specifica a riguardo.

Proprio questo è il rischio teorizzato dai detrattori del trattamento di fine vita in Italia, come dimostrato proprio in Olanda, ci sono casi limite, in cui i medici possono decidere di andare avanti con l’iniezione senza informare il soggetto (nel gennaio 2017 un medico ha effettuato un’iniezione su una paziente di 80 anni affetta da demenza senza informarla della decisione). Una volta che è stato reso lecito il suicidio assistito ed i medici hanno il potere di prendere questa decisione qualora il paziente non sia più in grado di farlo, quale sarà il discrimine tra giusto e sbagliato?                                                                          Fabio Scapatello