Difficile sapere se quanto affermato dalla Giromini corrisponda a verità, d’altronde tra lei e le leader delle Femen erano nati dissidi ben prima di questa tragedia e già in quella occasione, l’ex membro aveva accusato il gruppo di avere una visione miope della società nonché delle esigenze delle donne: “Il loro lo scopo è di infiammare l’odio contro la religione cristiana, l’odio contro gli uomini, l’odio contro la bellezza delle donne, l’odio contro l’equilibrio delle famiglie. Questo è ciò che il femminismo è, posso garantirlo perché io ci sono stata dentro. Oggi sono molto più felice e sono in grado di aiutare le donne”.
Fondatrice del movimento estremista femminista a Kiev nel 2008 insieme alle due Shevchenko, Oksana era forse la più convinta sostenitrice dell’esigenza di sconfiggere il patriarcato per affermare la totale indipendenza della donna dalla schiavitù culturale indotta dall’uomo. A dare rilievo alle loro proteste non erano tanto i temi scelti su cui protestare ma il fatto di denudarsi con indosso un messaggio affinché rimanesse impresso nella mente di tutti.
Se a primo acchito questa modalità di protesta ha indubbiamente attirato l’attenzione della società non abituata alla nudità come segnalatore della protesta, cancellando, in un certo senso, il taboo della nudità nelle manifestazioni di piazza, i risultati reali delle proteste non sono stati forse quelli sperati: il movimento è sì uscito dai confini dell’Ucraina diventando qualcosa di più complesso e articolato ma non ha ancora raggiunto la maturità né il seguito che forse si attendeva la fondatrice.
L’attuale esilio in Francia, dove Oksana era rifugiata politica, potrebbe aver acuito una forma già presente di depressione: è noto, infatti, che la ragazza negli ultimi due anni aveva provato il suicidio altre 2 volte e forse avrebbe avuto bisogno di qualcuno che la seguisse da vicino. E’ possibile che il motivo della depressione fosse proprio l’aver capito che i suoi ideali, compatibili con quelli delle femministe oltranziste, fossero difficilmente realizzabili? Questo non è possibile saperlo, ma di sicuro alcuni degli obiettivi che si prefiggono le ‘Femen’ sono discutibili ed in certi casi irrealizzabili, poiché in contrasto con i bisogni reali della donna in quanto tale.
Luca Scapatello
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