Vescovo e dottore della Chiesa, si convertì in età adulta e il suo avvicinarsi a Cristo è avvenuto grazie alla preghiera incessante di sua mamma, Santa Monica.
Condusse, poi, una vita ascetica, dedicata a Dio e allo studio delle Scritture. Divenne Vescovo di Ippona, diventando grazie ai suoi scritti, uno dei maggiori rappresentati della Patristica cristiana.
In questo ventottesimo giorno del mese di agosto, la chiesa venera Sant’Agostino. Nasce nel 354. Dalla madre riceve un’educazione cristiana, Agostino recepì dai suoi genitori due opposte visioni del mondo, da lui spesso vissute in conflitto tra loro.
Il ruolo di Santa Monica nella sua vita fu essenziale: “A lei debbo tutto ciò che sono”. Nel 373 la sua ansia per la ricerca dell’assoluto lo fece approdare al Manicheismo, di cui, insieme al suo amico Onorato, divenne uno dei massimi esponenti e divulgatori.
Agostino stesso narra che fu attratto dalle promesse di una filosofia libera dai vincoli della fede, dalle vanterie dei manichei che affermavano di aver scoperto delle contraddizioni nelle Sacre Scritture e, soprattutto, dalla speranza di trovare nella loro dottrina una spiegazione scientifica della natura e dei suoi fenomeni più misteriosi.
L’incontro si rivela importante per il cammino di fede di Agostino: è da Ambrogio che riceve il battesimo. Sarà solo dopo la morte della madre che si recherà a Ippona, dove venne ordinato sacerdote e vescovo.
Agostino è venerato come santo dalla Chiesa cristiana sin da tempi remoti, e tradizionalmente rappresentato con la mitra e il pastorale come suoi tipici paramenti vescovili. Nel 1298 fu annoverato fra i primi quattro dottori della Chiesa.
Per quella vivissima consolazione che voi,
o glorioso sant’Agostino,
arrecaste a santa Monica vostra madre e a tutta quanta la Chiesa,
allor quando animato dall’esempio
del romano Vittorino e dai discorsi ora pubblici,
ora privati del gran Vescovo di Milano, sant’Ambrogio, e di san Simpliciano e di Alipio,
risolveste finalmente di convertirvi,
ottenete a noi tutti la grazia di approfittare continuamente degli esempi e dei consigli
dei virtuosi,
onde arrecare al cielo tanto di gioia colla nostra vita avvenire,
quanto di tristezza abbiamo cagionato coi tanti mancamenti della nostra vita passata.
Gloria
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ROSALIA GIGLIANO
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