Oggi 18 gennaio, Santa Prisca: figlia di una famosa coppia di Sposi amici di San Paolo

La volontà di questa giovane, ferma e concreta, di non allontanarsi da Cristo, le è valsa la gloria del martirio. È stata martirizzata nel III secolo sotto l’imperatore Claudio II. 

E’ probabile che sia stata la fondatrice di un’antica chiesa sull’Aventino. Il suo ingresso nella comunità dei figli di Dio lo deve ad un Santo particolare.

santa prisca

18 gennaio: Prisca, giovane martire cristiana

In questo diciottesimo giorno del mese di gennaio, la chiesa venera Santa Prisca. La Santa è vissuta nel I secolo, all’età di tredici anni, venne battezzata da San Pietro, al tempo della sua attività missionaria a Roma.

Prisca è la prima santa dell’Occidente a testimoniare col martirio la sua fede in Cristo, come suggerisce il suo nome, di origine latina, col significato di “primitiva”.

Non tutti sanno che è la figlia dei Santi coniugi Aquila e Priscilla, che hanno dedicato la loro vita all’apostolato, in collaborazione con San Paolo.

Il Martirologio Romano secondo gli “Acta S. Priscae” racconta che durante le persecuzioni ordinate dall’Imperatore Claudio, viene sottoposta a numerosi tormenti, venendo infine decapitata presso il X miglio della via Ostiense. La giovane è, poi, sepolta sulla via Ostiense e traslata, poi, sull’Aventino.

Le leggende sulla sepoltura del corpo

Un’altra leggenda, invece, vuole che la giovane protomartire romana sia stata decapitata, sì, durante la persecuzione di Claudio, ma che il suo corpo sia stato sepolto nelle catacombe di Priscilla, le più antiche di Roma.

Il culto di Santa Prisca è antichissimo. Infatti, il titolo cardinalizio dato alla Chiesa di Santa Prisca, sta a testimoniare la devozione nei confronti della giovane romana. La Chiesa a lei dedicata, sorta su un’antica casa romana, accoglie un capitello cavo nella cripta che, secondo la leggenda, era utilizzato da San Pietro per battezzare i fedeli.

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Preghiera a Santa Prisca

O santi Innocenti, primizie della Cattolica Chiesa,

che continuamente lodate, e contemplate il Divino Immacolato Agnello,

e sempre cantate nuovi cantici dinanzi al trono dell’Altissimo,

ottenetemi vi prego una vita innocente, una contrizione perfetta,

un dolore immenso dei miei peccati,

e una retta e pura intenzione in tutti i miei pensieri, parole ed opere,

affinchè mi conservi nella grazia di Dio,

e sia poi vostro compagno in quella gloria immortale,

che vi siete acquistata con lo spargimento del vostro sangue innocente.

Così sia.

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