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Oggi 17 dicembre: San Giuseppe Manyanet y Vives | Vede la Madonna che lo stringe al suo cuore

Il sacerdote spagnolo Giuseppe Manyanet y Vives è stato un prediletto della Madonna fin da bambino, quando la Vergine gli è apparsa per stringerlo al proprio cuore.

Un fatto prodigioso che lo accompagnerà per tutta la vita, durante la quale la protezione di Maria e il suo amore per la Madonna non verranno mai meno. Era anche molto legato a San Giuseppe, al quale aveva fatto un voto particolare. Per la sua grande devozione alla Sacra Famiglia è stato definito «vero apostolo della famiglia» da papa Giovanni Paolo II.

San Giuseppe Manyanet y Vives – photo web source

Giuseppe Manyanet y Vives nasce il 7 gennaio 1833 a Tremp, in Spagna. È il nono dei figli di una famiglia di piccoli proprietari terrieri, quella dei coniugi Antonio Manyanet e Buenaventura Vives.

Il padre gli muore quando è ancora bambino, lasciando vedova e senza sostegno la madre del piccolo Giuseppe che si affida alla protezione di Dio e della Madonna. La donna rivolge la sua supplica alla santa Vergine di Valdeflors, patrona della città. E quando Giuseppe compie cinque anni, la mamma lo accompagna davanti alla statua policroma della Vergine Maria, alla quale consacra il figlioletto.

Dopo aver pregato con fervore, il piccolo Giuseppe vede la Madonna che gli apre lo braccia e lo stringe al suo cuore. Da allora in avanti la Vergine lo accompagnerà in modo prodigioso.

La devozione alla Sacra Famiglia

Il 19 aprile 1859 Giuseppe, ormai diventato grande, riceve l’ordinazione sacerdotale, impegnandosi a vivere alla presenza della Sacra Famiglia come aveva fatto Gesù tra Giuseppe e Maria. «Pensiamo – dice padre Giuseppe – che ci troviamo nella casa di Nazaret in compagnia dei nostri amati genitori Gesù, Maria e Giuseppe, che ascoltiamo le loro parole, osserviamo le loro azioni e li sentiamo dire a ciascuno di noi: se vuoi farci piacere, prendi a cuore di riprodurre in te ciò che ci diciamo e facciamo».

A colpire padre Manyanet è soprattutto vedere famiglie povere, con tutti quei bambini rimasti senza ricevere istruzione e lasciati a se stessi. Così fonda, l’8 maggio 1864, l’Istituto dei Figli della Sacra Famiglia, consacrato all’insegnamento gratuito a favore dei bambini più poveri.

Dieci anni dopo istituisce anche le Figlie Missionarie della Sacra Famiglia di Nazaret. Il suo scopo è la diffusione del culto della Sacra Famiglia di Nazaret e di assicurare la formazione cristiana delle famiglie. Un obiettivo da raggiungere in particolar modo con l’educazione e l’istruzione dei bambini nella fede cattolica.

San Giuseppe Manyanet y Vives – photo web source

La consegna delle «chiavi di casa» a San Giuseppe

La sua azione e il suo apostolato sono alimentati dalla devozione e dall’affidamento a San Giuseppe. Per iscritto si impegna a «dare, ogni giorno, le chiavi della casa e di tutta la Congregazione a san Giuseppe, dal momento che è suo padre e suo maestro dopo Gesù e Maria».

Colpito da svariate malattie, tra le quali cinque piaghe profonde che chiama «le misericordie del Signore», padre Giuseppe Manyanet si spegne dolcemente il 17 dicembre 1901. Le sue ultime parole prima di rendere l’anima a Dio sono: «Gesù, Giuseppe e Maria, ricevete quando io muoio l’anima mia», secondo la giaculatoria che tante volte aveva ripetuto in vita. Papa Giovanni Paolo II, che lo canonizza, lo ha definito «vero apostolo della famiglia» per aver consacrato la sua intera esistenza a fare di ogni famiglia una imitazione della Santa Famiglia di Nazaret.

Emiliano Fumaneri

Veronese di nascita, ho vissuto molti anni in Trentino-Alto Adige (Merano, Trento, Rovereto). Vivere in una regione di confine così ricca di storia e di strazi ha suscitato in me la passione per le lingue straniere e la curiosità per culture e costumi differenti. Mi appassionano anche la geopolitica e le tematiche ambientali.

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Emiliano Fumaneri

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