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Oggi 12 maggio, San Leopoldo Mandic: un carisma straordinario per la Confessione

Appartiene all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e, anche se la sua festa liturgica ricorre a luglio, oggi, giorno della sua nascita, è ricordato in molti luoghi dove è nata una devozione per lui, soprattutto a Padova, dove sorge il santuario a lui dedicato. 

È il Santo Patrono dei malati oncologici e il suo santuario a Padova è meta di numerosi pellegrini che da lui si recano con fede.

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12 maggio: Leopoldo, il piccolo Santo

In questo dodicesimo giorno del mese di maggio, la chiesa venera e ricorda San Leopoldo Mandic. La sua volontà di farsi frate la matura con il passare del tempo, in particolare frequentando il doposcuola dei frati che operano nella sua cittadina.

A diciotto anni entra nel noviziato di Bassano del Grappa e veste l’abito francescano, ricevendo il nome religioso di Leopoldo. Successivamente studia a Padova e a Venezia e nel 1890 è ordinato prete. Viene destinato al convento di Venezia fino al 1897, quando è inviato a Zara.

Quando abbraccia la vita religiosa nella famiglia francescana dei Cappuccini, il giovane frate Leopoldo da Castelnuovo coltiva due fermi propositi.

Le sue aspirazioni di vita

Due aspirazioni maturate da esperienze risalenti già all’infanzia trascorsa al paese natio:

  • essere missionario in Oriente, per riavvicinare alla Chiesa cattolica i fratelli ortodossi e contribuire all’unità della Chiesa;
  • diventare confessore, usando con le anime dei peccatori tanta misericordia e bontà.

Ed è proprio il confessionale il luogo dove, più spesso, è possibile incontrare Fra Leopoldo. Passa quasi tutta la sua vita nella celletta del confessionale, ancora oggi presente nel convento dei frati cappuccini di Padova dove ha risieduto. Un vero e proprio monumento alla sua bontà, alla sua misericordia, alla sua infinita pazienza di ascoltare il prossimo.

Il tempo passato in confessionale, perchè tutti potessero ricevere il perdono

Non lesina a stare lì anche 12 – 13 ore al giorno, perché tutti possano avvicinarsi al Sacramento della Riconciliazione e perché nessuno andasse via senza il perdono di Dio.

In una lettera indirizzata ad un sacerdote, riportata dal quotidiano La Stampa, fra Leopoldo, fra le altre cose, scriveva: “[…] Noi, nel confessionale, non dobbiamo fare sfoggio di cultura, non dobbiamo parlare di cose superiori alla capacità delle singole anime, né dobbiamo dilungarci in spiegazioni […] Noi dobbiamo scomparire, limitarci ad aiutare questo divino intervento nelle misteriose vie della loro salvezza e santificazione”.

Non lascia mai nessuno senza l’assoluzione. E’ confessore ricercato, anche da diversi professionisti e docenti dell’Università cittadina, per le doti di sapienza e per lo scrutare dei cuori.

Si distingue pure per la vita di preghiera, l’intensa devozione alla Vergine Maria e, soprattutto, per la benevola accoglienza dei penitenti. “Stia tranquillo – usava dire a molti – metta tutto sulle mie spalle, ci penso io“, e si addossava preghiere, veglie notturne, digiuni e privazioni volontarie.

“Il Signore è il primo ad esser largo”

A chi gli diceva di esser “troppo largo” o magnanimo nelle confessioni, il Santo frate rispondeva: “Io troppo largo? Chi è stato largo? È stato il Signore il primo a esserlo: mica io sono morto per i nostri peccati, ma il Signore. Più largo di così col ladrone e con gli altri come poteva essere?” – come raccontato da un suo confratello in un’intervista a Famiglia Cristiana.

Padova è stato il luogo dove è vissuto dal 1919 sino alla sua morte, avvenuta nel 1942 per un tumore.

Preghiera a San Leopoldo Mandic

Affidiamoci a Dio e, per intercessione di San Leopoldo Mandic, chiediamo perdono per i nostri peccati, recitando questa preghiera prima di accostarci al sacramento della Confessione:

“Misericordioso mio Salvatore,

ho peccato e molto peccato contro di Voi,

per mia colpa, per mia grandissima colpa,

ribellandomi alla vostra santa legge,

e preferendo a Voi, mio Dio e mio Padre celeste,

misere creature e i miei capricci.

Sebbene io non mériti che castighi,

non negatemi la grazia di ben conoscere,

detestare e confessare sinceramente tutti i miei peccati,

sì che possa ottenere il vostro perdono ed emendarmi davvero.

Vergine santa, intercedete per me.

Pater, Ave, Gloria”

Rosalia Gigliano

Scritto da
Rosalia Gigliano

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