Patroni di Gravedona sul Lario, in provincia di Como, furono fedeli a Cristo sino al martirio, conquistando così la corona della gloria eterna.
Matteo e Gusmeo vedono numerose leggende legate alla loro vita. Forse erano soldati scampati all’eccidio della legione Tebea.
In questo undicesimo giorno del mese di settembre, la chiesa venera i Santi Matteo e Gusmeo. Ci sono due versioni che riguardano la Vita dei due santi. La prima li vede come compagni dei Santi Fedele e Carpoforo. Fuggirono alla persecuzione dell’imperatore Massimiano e, rifugiati a Gravedona sul Lario, furono catturati e uccisi.
La seconda, invece, li considera soldati superstiti dell’eccidio della legione Tebea. Essi riuscirono a fuggire, ma furono scoperti a Gravedona e lì furono martirizzati.
Fu perduro il ricordo del luogo della loro sepoltura, solo l’11 settembre 1248, furono ritrovati i loro corpi a Gravedona e deposti nell’antichissima chiesa di Fedele che in seguito fu ricostruita e reintitolata ai due santi.
O santi Innocenti, primizie della Cattolica Chiesa,
che continuamente lodate, e contemplate il Divino Immacolato Agnello,
e sempre cantate nuovi cantici dinanzi al trono dell’Altissimo,
ottenetemi vi prego una vita innocente,
una contrizione perfetta, e un dolore immenso dei miei peccati,
e una retta e pura intenzione in tutti i miei pensieri, parole ed opere,
acciò mi conservi nella grazia di Dio,
e sia poi vostro compagno in quella gloria immortale,
che vi siete acquistata con lo spargimento del vostro sangue innocente.
Così sia.
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ROSALIA GIGLIANO
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