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Nuovo DPCM: cosa cambierà in Italia a partire dal 7 aprile

Il nuovo decreto partirà dal prossimo 7 aprile e sarà in vigore fino al 30 aprile: nuove norme e sparisce la zona gialla.

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Confermate alcune regole che erano trapelate nei giorni scorsi, durante il confronto fra il Governo e le Regioni. mercoledì scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto. Cosa sarà possibile fare e cosa no nei nostri territori.

Il cambiamento dal 7 aprile

Era già nell’aria da tempo che, con il 6 aprile e la scadenza del precedente DPCM, ne sarebbe arrivato un altro che avrebbe prolungato tutte le regole e le norme anti contagio che già ben conosciamo da più di un anno, ancora per tutto il mese di aprile. E così è stato.

Alcune nuove regole erano state diffuse già nei giorni scorsi, quando la bozza del decreto stesso veniva esaminata dalla Conferenza delle Regioni. Il 31 marzo, infine, il Consiglio dei Ministri lo ha approvato. Sarà in vigore dal 7 al 30 aprile.

Solo zone rosse o arancioni

Un’Italia che si avvia ad un lockdown soft, come quello che abbiamo vissuto in questo periodo pre – pasquale, con due colori soltanto nelle quali saranno classificate le Regioni: rosso ed arancione.  L’unica concessione, in caso di dati eccezionalmente convincenti tra contagi e vaccini, sarà quella di approvare un Dpcm specifico, se i numeri saranno favorevoli, che allenti le misure e ci accompagni verso una zona gialla.

Il ritorno a scuola

Vengono confermate regole quali:

  • L’attuazione della zona rossa automatica ogni qualvolta un territorio superi i 250 casi positivi ogni 100mila abitanti;
  • Lo spostamento, se il territorio è in zona arancione, verso una sola abitazione in un altro comune diverso da quello di residenza;
  • Il ritorno in classe (misura inderogabile) a partire dal 7 aprile su tutto il territorio nazionale, siano esse zone rosse o arancioni. In zona rossa, infanzia, elementari e prima media torneranno in classe, mentre in zona arancione (accanto a infanzia ed elementari) sarà tutta la scuola media e le superiori al 50% o al 75% a rientrare in presenza.

Chiusure, ancora, dei luoghi della cultura

Restano confermate, anche, le regole relative agli spostamenti e ai divieti della zona rossa ed arancione. Entra in vigore anche l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, salvo la possibilità, in caso di rifiuto, di essere sospesi o demansionati, fino ad arrivare alla sospensione dello stipendio se necessario.

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Resta ancora sospesa l’apertura di bar e ristoranti, almeno fino al 30 aprile, che saranno costretti ancora al solo asporto. In tutte le regioni, nei weekend resteranno chiusi i centri commerciali, come chiusi restano ancora cinema, teatri e musei, palestre e piscine. Bloccato, anche, lo spostamento fra Regioni se non in caso di necessità, lavoro o salute.

LEGGI ANCHE: L’Italia si fa sempre più rossa: nuovi cambiamenti in vista della Pasqua

Dal 6 aprile, cambiano ancora i colori delle Regioni

Per quel che riguarda, invece, il cambio colore delle Regioni, dal prossimo 6 aprile passeranno in zona arancione le Marche, il Veneto e la provincia di Trento. Confermano la zona rossa la Lombardia, la Campania, la Valle D’Aosta, il Piemonte, il Friuli, la Puglia, la Toscana, l’Emilia Romagna e la Calabria.

Confermano la zona arancione la Liguria, il Lazio, l’Umbria, la Sardegna, la Sicilia, la Basilicata, il Molise, l’Abruzzo e la provincia di Bolzano.

LEGGI ANCHE: Pasqua: l’Italia entra in zona rossa. Cosa si può fare e cosa no?

ROSALIA GIGLIANO

Rosalia Gigliano

Scritto da
Rosalia Gigliano

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