Ecco altri numeri che, nella Bibbia, ricorrono spessissimo

Ecco altri numeri che, nella Bibbia, ricorrono spessissimo
Tavole dei 10 Comandamenti

Molti sono i numeri che, nella Bibbia, ricorrono più volte e che hanno un significato preciso (oltre a quello meramente numerico), in quanto definiscono una certa situazione e la inquadrano sotto una prospettiva storico/spirituale pregna di valenza.
Dopo aver commentato il significato dei numeri 7, 12, 5, 50, 500, 8, 9,  ricordiamone altri, egualmente significativi, nella Sacra Scrittura.

Il numero 10 nella Bibbia

Il numero 10 è ricordato in diversi episodi; eccone alcuni:
10 furono le piaghe d’Egitto, comandate da Dio per convincere il Faraone egiziano a lasciar andare gli israeliti, verso una nuova terra: “Il Signore disse a Mosè: “Comanda ad Aronne: Prendi il tuo bastone e stendi la mano sulle acque degli Egiziani, sui loro fiumi, canali, stagni, e su tutte le loro raccolte di acqua; diventino sangue, e ci sia sangue in tutto il paese d’Egitto, perfino nei recipienti di legno e di pietra!”.”.

E 10 sono anche i Comandamenti che, sul monte Sinai, Dio affidò a Mosè: “Or tutto il popolo udiva i tuoni, il suon della tromba e vedeva i lampi e il monte fumante. A tal vista, tremava e se ne stava da lungi”, poiché, come racconta il Libro dell’Esodo, i Comandamenti vennero scolpiti nella pietra, che Mosè porto, poi, al popolo che lo attendeva a valle.
Notiamo che la Bibbia, nel Libro della Genesi, narra di 10 antenati, che erano vissuti tra Adamo e Noè, come tra Noè ed Abramo.

10 è anche il numero delle vergini, in una delle parabole del Vangelo di Matteo, che Gesù prese ad esempio per spiegare il Regno dei cieli e chi poteva esserne degno: “Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi”.

Il numero 40 nella Bibbia

Il numero 40 ricorre tantissime volte nella Sacra scrittura, a partire dal Libro della Genesi, che parla del diluvio universale, che durò, appunto, per 40 giorni, prima che, a Noè, ne venisse annunciato il termine: “Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l’arca che si innalzò sulla terra. Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque”.

Mosè, quando salì sul monte Sinai, vi rimase 40 giorni, prima di ricevere le Tavole dei Comandamenti, mentre il profeta Giona, nel Libro omonimo, predisse la possibile distruzione di Ninive dopo 40 giorni dal suo avvertimento: “Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”.”.

Nel Libro dell’Esodo, il 40 indica anche il numero degli anni che il popolo di Israele passò a peregrinare nel deserto, prima di raggiungere la terra promessa, ma anche i giorni passati da Cristo nel deserto (dopo il battesimo al Giordano e prima dell’inizio della predicazione) furono 40, periodo in cui venne tentato dal demonio, perché desistesse dalla sua missione.

Gesù stesso, da bambino, aveva atteso 40 giorni, prima di essere presentato al Tempio, come la legge prevedeva: “Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore”.

E, ancora Gesù, dopo la sua morte e risurrezione, si manifestò per 40 giorni ai suoi discepoli, prima di ascendere al cielo, in Corpo e Spirito. Tra la Santa Pasqua e l’Ascensione di Gesù Cristo, intercorrono, infatti, 40 giorni.
E non possiamo dimenticare che 40 è il numero dei giorni della Quaresima, quelli che ci preparano alla Pasqua; quelli in cui dovremmo affrontare il nostro deserto interiore, pieno solo di mancanze e disobbedienze, avendo cura di ripulire la nostra stessa esistenza, con digiuni e preghiera, da ciò che non è gradito a Dio, in attesa che la risurrezione acquisti per noi il retto significato, ossia di vita rinnovata, per la salvezza eterna dell’anima.

Il numero 70 nella Bibbia

70 è il numero delle Nazioni pagane che, al tempo di Cristo, si riteneva esistessero sul globo e si opponevano alle 12 tribù di Israele, nate dai figli di Giacobbe, per la sua fedeltà a Dio.
70 furono anche i discepoli che, oltre ai 12 Apostoli, furono inviati a predicare (in effetti, nel Vangelo di Luca sono 72). Dovevano essere, infatti, uno per ognuna delle Nazioni che ancora non conoscevano Cristo.

E anche una profezia di Daniele, nel suo Libro omonimo, parla del 70: “Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l’iniquità e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo”.
Nel Libro dei Numeri, inoltre, Mosè riceve questo ordine: “Il Signore disse a Mosè: “Radunami settanta uomini tra gli anziani d’Israele, conosciuti da te come anziani del popolo e come loro scribi; conducili alla tenda del convegno; vi si presentino con te”.”.

Antonella Sanicanti