Nullità del Matrimonio: arriva la grande novità voluta da Papa Francesco

Una decisione straordinaria del Papa su un aspetto di fondamentale importanza per la vita del credente, a cinque anni dal primo importante documento ufficiale sulla questione del riconoscimento di nullità matrimoniale. 

Il Papa si chiede se la sua lettera apostolica sia stata veramente applicata a dovere oppure se nelle diocesi, in alcuni casi, si siano invece fatte “orecchie da mercanti”.

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Papa Francesco vuole verificare l’applicazione in Italia del Mitis Iudex, ovvero la lettera che ha riformato il processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio. Sono passati cinque anni dalla pubblicazione del documento in cui il Pontefice ha riformato il processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio.

Il Papa sembra volerci vedere chiaro

Tuttavia, evidentemente qualcosa non è parso essere del tutto chiaro al Papa, che ha voluto così approfondire la questione con un altro Motu proprio. In questo secondo documento, Francesco ha istituito una Commissione Pontificia incaricata di verificare e, se necessario, applicare il precedente testo in tutte le Chiesa italiane.

Il Papa, spiegano i media vaticani, intende infatti “sostenere direttamente le Chiese che sono in Italia nella ricezione della riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio, dando nuovo impulso all’applicazione del Motu proprio Mitis Iudex”. Che le cose in alcuni casi non siano andati nella direzione da lui voluta.

In Italia, infatti, è cosa nota come sia molto difficile ottenere un parere e una conclusione certa relativamente ai processi di nullità matrimoniale. Peraltro, a seguito di una richiesta economica di alcune centinaia di euro. Non sembra però essere questo il punto sottolineato da Francesco.

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Una spinta riformatrice che è stata silenziata?

Che ha spiegato al contrario un altro aspetto importante della questione. “La spinta riformatrice del processo matrimoniale canonico – caratterizzata dalla prossimità, celerità e gratuità delle procedure – passa necessariamente attraverso una conversione delle strutture e delle persone”, ha affermato il Pontefice.

Da ciò deriva la costituzione presso il Tribunale della Rota Romana della Commissione Pontificia ad inquirendum et adiuvandum tutte e singole le Chiese particolari in Italia. Alla presidenza della quale è stato nominato Monsignor Alejandro Arellano Cedillo, Decano del Tribunale della Rota Romana.

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“Compito della Commissione sarà constatare e verificare la piena ed immediata applicazione della riforma del processo di nullità matrimoniale” nelle Chiese d’Italia, si spiega nel testo in cui si dice anche che al termine del suo lavoro la commissione dovrà elaborare una dettagliata relazione circa il suo operato e su quanto riscontrato.

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“Nonché suggerire alle Stesse quanto si ritenga opportuno e necessario per sostenere e aiutare il proficuo prosieguo della riforma, di modo che le Chiese, che sono in Italia, si mostrino ai fedeli madri generose, in una materia strettamente legata alla salvezza delle anime”.

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