Nel sesto giorno della Novena, impariamo da Santa Rita il valore dell’eroico perdono, via maestra per vincere l’orgoglio e accogliere la vera misericordia del Padre.

Il cammino della Novena ci conduce oggi davanti a una delle testimonianze più straordinarie e umane di Santa Rita: la sua capacità di spezzare la catena dell’odio attraverso il perdono. In questo sesto giorno, affidiamo a lei i nostri risentimenti, i rancori che faticano a guarire e l’orgoglio che spesso indurisce il nostro cuore. Guardando al suo esempio luminoso, che ha saputo perdonare persino gli uccisori del marito, prepariamoci a elevare la nostra supplica quotidiana per riscoprire la bellezza della misericordia e ritrovare la vera pace interiore.
Ripercorriamo le principali tappe della sua vita, attraverso una sintesi offerta dal sito ufficiale del monastero di Santa Rita da Cascia: Rita sale al Cielo nel 1457.
La vita di Santa Rita, 6a parte
Nell’inverno precedente la sua scomparsa, gravemente ammalata, Rita trascorre lunghi periodi nella sua cella. Probabilmente la nostalgia per la sua Roccaporena, il ricordo di Paolo e dei figli si fa sentire vivo. Forse Rita, che ha sempre pregato per le loro anime, ora che sente avvicinarsi la fine, avverte una pena in cuore: sapere se il Signore abbia accolto le sue sofferenze e preghiere in espiazione dei peccati dei suoi cari. Chiede un segno all’Amore e il cielo le risponde.
Potrebbe così inserirsi e spiegarsi, a questo punto, un ennesimo fioretto di profonda tenerezza umana. Ad una sua parente, che era venuta a trovarla, chiede di passare nel suo orto di Roccaporena e cogliere una rosa e due fichi. È un gennaio nevoso e freddo. La parente si reca all’orto e trova le due rose e i due fichi richiesti, che coglie e porta a Rita. Le sue preghiere sono state esaudite: il marito, morto ammazzato e i due figli, deceduti uno dopo l’altro, sono stati accolti da Dio in Paradiso.
Con un fisico ormai provato dalle tante sofferenze, Rita giunge all’alba dell’incontro celeste la notte tra il 21 e il 22 maggio dell’anno 1457. In questo momento, la tradizione vuole che le campane del Monastero, mosse da mani invisibili, si siano messe a suonare, richiamando la cittadinanza che, come per ispirazione celeste, si è recata in Monastero per venerare la suora Santa.
Novena a Santa Rita, sesto giorno
Contempliamo il momento più alto e difficile della testimonianza di Santa Rita: il perdono cristiano concesso agli assassini di suo marito. Eleviamo a lei questa preghiera per vincere l’orgoglio e la tentazione del rancore, chiedendo la grazia di un cuore capace di perdonare e di amare anche chi ci offende.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Preghiera
O santa Rita, che hai imitato Gesù nel perdonare gli assassini del tuo sposo, aiutaci a vincere l orgoglio che ci fa deboli e vili, fino a renderci impossibile il perdono: insegnaci a cercare la vera giustizia e a voler essere simili al Padre del cielo che ama e aiuta anche i peccatori, che ama e aiuta anche noi che lo offendiamo tanto spesso con la nostra indifferenza e con la nostra ingratitudine: insegnaci che il perdonare le offese non è un sopra più, ma un dovere cristiano che ci rende degni della misericordia di Dio; insegnaci a pregare per chi ci offende e a fare del bene ai nostri nemici. Amen.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre







