Pillola del giorno venerdì 06-10-17
Dal libro del profeta Baruc
Bar 1,15-22
Al Signore, nostro Dio, la giustizia; a noi il disonore sul volto, come oggi avviene per l’uomo di Giuda e per gli abitanti di Gerusalemme, per i nostri re e per i nostri capi, per i nostri sacerdoti e i nostri profeti e per i nostri padri, perché abbiamo peccato contro il Signore, gli abbiamo disobbedito, non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio, che diceva di camminare secondo i decreti che il Signore ci aveva messo dinanzi. Dal giorno in cui il Signore fece uscire i nostri padri dall’Egitto fino ad oggi noi ci siamo ribellati al Signore, nostro Dio, e ci siamo ostinati a non ascoltare la sua voce.
Così, come accade anche oggi, ci sono venuti addosso tanti mali, insieme con la maledizione che il Signore aveva minacciato per mezzo di Mosè, suo servo, quando fece uscire i nostri padri dall’Egitto per concederci una terra in cui scorrono latte e miele.
Non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio, secondo tutte le parole dei profeti che egli ci ha mandato, ma ciascuno di noi ha seguito le perverse inclinazioni del suo cuore, ha servito dèi stranieri e ha fatto ciò che è male agli occhi del Signore, nostro Dio.
Il testo di oggi ci fa riflettere sulla condizione dell’uomo oppresso dalla colpa. Il peccato, che segna le origini della storia dell’umanità, interessa quindi tutti gli uomini, di ogni ceto e colore, e nuoce all’intera comunità. Ben prima di essere una frattura psicologica, il peccato è ontologicamente una rottura che pone fuori dalla salvezza, perché afferma la volontà di indipendenza da Dio, il Salvatore. Il peccato, soprattutto dopo la morte salvifica di Gesù, acquista una forza che solo Dio può superare e rivela una malizia che lo rende l’atto più tremendo contro Dio e contro l’uomo. Perché? Perché di nostro che rimarrà per sempre abbiamo solo l’anima e la dobbiamo curare e custodire perché non vada persa all’inferno e perché ogni mio peccato pesa anche sul mio prossimo essendo noi un solo corpo in Cristo Gesù.
Sono cosciente della gravità del mio peccato? Mi umilio davanti a Dio nel ricevere il suo perdono? Riconosco la bontà, la magnanimità e l’immensa misericordia di Dio? ACcetto che solo Dio è il Giusto?
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