Nostra Signora della Pace salvò miracolosamente tante vite nel villaggio di Oziornoje (e non solo). Merito di una pesca miracolosa ancora oggi ricordata dagli abitanti.

A Oziornoje, villaggio situato nel nord del Kazakistan, sorge il Santuario di Nostra Signora della Pace, unico santuario mariano in Asia centrale. In questa terra arida e selvaggia, fatta di grandi steppe, molti anni fa avvenne un grandioso miracolo.
Per contestualizzare questo fatto miracoloso occorre ricordare che per oltre settant’anni – dal 1919 al 1990 – questo Paese fu assorbito dall’Unione Sovietica e saggiò sulla propria pelle la durezza della sferza comunista. Il Kazakistan fu la sede designata dei terribili gulag. Qui i bolscevichi avevano deportato intere popolazioni dalla Polonia.
I sovietici scaricavano in mezzi al nulla della steppa non solo uomini, ma anche donne, vecchi e bambini. I deportati erano costretti a costruirsi alloggi di fortuna, con temperature oscillanti da -50° C in inverno a +40° C in estate. Nacquero così villaggi di deportati come quello di Oziornoje, fondato da esuli polacchi nel 1936.
La Madonna di Oziornoje e la pesca miracolosa che salvò innumerevoli vite
L’inverno del 1941 fu particolarmente duro, anche perché l’esercito aveva requisito tutto il cibo (i tedeschi avrebbero invaso l’Unione Sovietica il 2 giugno di quell’anno). Una terribile carestia colpì il villaggio e gli abitanti, disperati per la fame, si rivolsero alla Madonna recitando il Rosario. Il 25 marzo 1941, giorno della festa dell’Annunciazione di Maria, i deportati polacchi si accorsero che un lago ai margini del villaggio, in secca da diversi anni, si era improvvisamente disgelato.

Il lago, lungo cinque chilometri e profondo cinque metri, adesso brulicava di grossi pesci. Ma l’improvviso scioglimento della neve non poteva spiegare il fatto che un intero lago, di quelle dimensioni poi, si fosse riempito d’acqua. E soprattutto, era inspiegabile che fossero comparsi così tanti pesci in un lago che era in secca da tempo. Tutti poterono saziarsi e fu possibile anche rifornire i villaggi vicini.
I pesci salvarono gli abitanti dalla fame e la gente gridò al miracolo. Il lago non vide mai più tanta abbondanza di pesce come in occasione della pesce miracolosa del 1941. Soltanto dopo l’implosione dell’Urss circolò la notizia del miracolo. Il 24 giugno 1997 fu posta sulla riva del lago una statua della Madonna con una rete piena di pesci. A consacrarla sarebbe stato papa Giovanni Paolo II che in occasione della sua visita pastorale nel 2001 elevò a santuario nazionale il Santuario di Nostra Signora Regina della Pace (fondato nel 1995).
La chiesa parrocchiale di Oziornoje ospita una statua della Madonna di Fatima che aveva percorso l’ex Unione Sovietica. Nel 1990 fu istituita nel villaggio una parrocchia dedicata a Nostra Signora di Fatima: Nostra Signora Regina della Pace. Quattro anni più tardi il vescovo Jan Paweł Lenga dichiarò Nostra Signora Regina della Pace patrona principale del Kazakistan e dell’Asia centrale.
Preghiera a Nostra Signora della pace
Aiutaci, dolce Vergine Maria, aiutaci a dire: ci sia pace per il nostro povero mondo. Tu che fosti salutata dallo Spirito della Pace, ottieni pace per noi. Tu che accogliesti in te il Verbo della pace, ottieni pace per noi. Tu che ci donasti il Santo Bambino della pace, ottieni pace per noi.
Tu che sei vicina a Colui che riconcilia e dici sempre sì a Colui che perdona, votata alla sua eterna misericordia, ottieni a noi la pace. Astro clemente nelle notti feroci dei popoli, noi desideriamo la pace. Colomba di dolcezza tra gli avvoltoi dei popoli, noi aspiriamo alla pace. Ramoscello di ulivo che germoglia nelle foreste bruciate dei cuori umani, noi abbiamo bisogno di pace.
Perchè siano finalmente liberati i prigionieri, gli esiliati ritornino in patria, tutte le ferite siano risanate, ottieni per noi la pace. Per l’angoscia degli uomini ti chiediamo la pace. Per i bambini che dormono nelle loro culle ti chiediamo la pace. Per i vecchi che vogliono morire nelle loro case ti chiediamo la pace. Madre dei derelitti, nemica dei cuori di pietra, stella che risplendi nelle notti dell’assurdo, ti chiediamo la pace.







