“Non sparlare degli altri”: come Fra’ Emiliano ha sorpreso Papa Francesco

Chi ha scritto il libro “Non sparlare degli altri”?

Si chiama Fra’ Emiliano Antenucci, il sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, autore di un testo molto particolare, dal titolo: “Non sparlare degli altri”.

Fra' Emiliano Antenucci - Papa Francesco
E’, questo, un consiglio di cui tutti noi abbiamo quotidianamente bisogno, di cui dovremmo far tesoro, poiché contribuisce, senz’altro, a renderci meno indegni di essere figli dell’Altissimo.

Fra’ Emiliano Antenucci: l’idea del libro, la sorpresa del Papa

L’idea di scrivere il libro pare sia nata nell’anno giubilare della Misericordia, quando il Frate, anche guardiano del Convento di Guardiagrele (Chieti), fu nominato dal Pontefice come “Missionario della Misericordia”.

Ed ora, proprio Papa Francesco ha distribuito quel libro a tutto il personale della Santa Sede: “Papa Francesco ha regalato a tutto il personale del Vaticano il mio libretto: “Non sparlare degli altri!”, questo perché il pettegolezzo, il chiacchiericcio, la maldicenza non aiutano la conversione del cuore e la riforma della Chiesa. Quando sparliamo degli altri, togliamo loro il volto della Bellezza di Dio e mettiamo loro la maschera della bruttezza del male. Diventiamo “brutti” anche noi, nel guardarci allo specchio, sporchi del sangue del fratello che abbiamo ucciso con la lingua”.

Questa verità sottolinea Fra’ Emiliano, che racconta di volersi impegnare, in prima persona, nel cercare di non usare mai più l’arma della malalingua contro gli altri.
“Il cristiano è “colui che benedice”, nel senso stesso della parola, del “dire bene”. Questo è il gesto più bello ed autentico che si possa fare, poiché Dio è il primo che ci benedice. Quindi, se Dio dice bene di noi, chi siamo noi per maledire?”.

Sparlare: la pagliuzza nell’occhio del fratello

Sparlare ci allontana da Dio, perché ci rende crudeli e ci induce spesso anche alla calunnia, al giudizio, dimenticando che nel Vangelo si dice: “Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.

Fra’ Emiliano Antenucci: gossip, pettegolezzo, curiosità sugli altri

Fra’ Emiliano Antenucci sottolinea: “Chi sparla male degli altri: perde la pace nel cuore, energie che potrebbero servire per fare il bene, occasione per la propria conversione e sporca di sangue con il coltello della sua lingua un’anima che appartiene a Dio. Il gossip, le curiosità mondane, il pettegolezzo, il mettere continuamente naso nella vita degli altri è uno degli sport più preferiti in tutti gli ambienti”.

Del resto anche Papa Francesco ribadisce:“Per favore non parlare male degli altri, non sparlare. “Si, ma quello mi è odioso, e quello …”. “Guarda, prega per lui, ma non parlare, non sparlare, per favore, perché questo distrugge, distrugge: distrugge l’amicizia, la spontaneità”.

Non sparlare degli altri
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Non sparlare: l’esempio di Maria, donna del silenzio

E se proprio non troviamo la forza per esimerci dall’usare male le nostre parole e i nostri pensieri, possiamo sempre imitare Maria.
Fare silenzio significa anche sospendere il giudizio sugli altri. Nel novembre scorso, parlando a fine udienza con un gruppo della mia equipe di silenzio, il Papa ha invitato tutti noi ad invocare la Madonna del silenzio contro lo sparlare degli altri. Da tale invito è nato il libro, che poi il Pontefice ha deciso di distribuire al personale Vaticano”.

Sparlare, lo sappiamo, distrugge il quieto vivere e inquina ogni rapporto, invitando gli altri e noi stessi alla diffidenza, all’inimicizia, all’allontanamento, alla disgregazione.
“Come dice il Papa, la lingua è come una spada. Con le parole, infatti, possiamo uccidere una persona, tanto quanto lo si fa con un’arma. Il Papa è stato sempre molto chiaro in merito, mettendoci in guardia. Dovremmo ricordarci che il Signore ci ha donato la parola, ma dovremmo farne un uso sapiente, infondendo speranza e gioia, non odio e distruzione”.

Ricordiamo che Fra’ Emiliano Antenucci è stato ispirato alla vita francescana da un libro sulla vita del poverello d’Assisi, che una Suora gli aveva consigliato di leggere. Aveva solo 14 anni, quando decise di vendere ogni oggetto d’oro che possedeva per donarne il ricavato ai poveri, riuscendo a percepire nel suo cuore la vocazione che si alimentava della chiamata di Dio e dell’amore per i fratelli.

Antonella Sanicanti

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