In Niger “45 chiese bruciate” prosegue la persecuzione ai cristiani

 

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Domenica a Niamey in Niger non è stato possibile celebrare la Santa Messa visti i continui attacchi alla comunità cristiana. I vescovi della Chiesa cattolica hanno invitato tutte  le parrocchie chiedendo in forma scritta  «di sospendere la celebrazione eucaristica». Non era mai successo nella storia del paese che un simile comunicato fosse stato redatto.

CHIESE BRUCIATE.                                                                                                                                                    Nel fine settimana sono cominciate in Niger violente proteste che hanno scatenato feroci attacchi contro le chiese cattoliche, del paese questo è stato causato dalla nuova pubblicazione da parte di  Charlie Hebdo di vignette che deridevano Maometto. Il primo pensiero è quello di dire perchè la chiese cattoliche? Non dimentichiamo che il paese ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia soltanto nel 1960  e sono fresche le ferite lasciate dalla colonizzazione. Le manifestazioni di violenza sono dovute al fatto che la Francia è considerato un paese cattolico dagli  islamici e quindi colpendo le chiese si pensa di colpire tutto il paese transalpino.

 La bellezza di 45 chiese sono state bruciate da una folla inferocita di musulmani, 10 cristiani sono rimasti uccisi e tanti altri sono rimasti feriti, alcune comunità religiose sono state prese d’assalto a Zinder  e più di trecento persone si sono dovute rifugiare all’interno di un campo militare.

 Il vescovo di Niamey, Michel Cartatéguy ancora evidentemente scosso per l’accaduto  denuncia«Dodici chiese su 14 sono state completamente saccheggiate, distrutte, profanate. Tutto è stato bruciato, non resta più niente, tutto ora è un ammasso di cenere e macerie». «Solo la cattedrale è ancora in piedi – continua – ma per quanto tempo?».
Il vescovo ha indetto una preghiera comunitaria  silenziosa riunendo tutti i sacerdoti e gli operatori pastorali e i responsabili delle comunità ecclesiastiche, ha chiesto come Gesù stesso insegna di pregare per i propri nemici per manifestare l’amore di Cristo anche verso di loro. Ricordando l’agonia di Gesù nell’orto degli ulivi rivivendola sulla nostra pelle in questo momento di grandi persecuzioni.

 Monsignor Cartatéguy desidera che nessuno si scagli sull’islam con accuse feroci anche perchè afferma l’alto prelato ci sono state tante dimostrazioni di solidarietà da parte della comunità musulmana. Spiega come durante gli attacchi molti religiosi siano stati costretti a scappare e a lasciare tutto ed hanno trovato riparo e accoglienza all’interno di famiglie musulmane. Il vescovo invoca l’intervento delle autorità ha difesa della comunità cristiana presente ancora nel territorio e chiede protezione da questi esaltati e manipolati che compiono atti di violenza inaudita e che vanno a caccia dei cristiani rimasti in città.

 Oltre il 98% della popolazione del Niger è musulmana. La Costituzione del paese varata  del 2010  garantisce però  la libertà religiosa e la fa rispettare. Infatti la sparuta ormai comunità cattolica presente è molto stimata per come gestisce le scuole e i centri sanitari . Il fondamentalismo islamico è una minaccia costante questo a causa della vicinanza con la Nigeria dove Boko Haram sta inquinando con le sue insane dottrine di morte anche i musulmani del Niger e gli episodi di intolleranza e di violenza sono aumentati notevolmente.