Niente strada per San Carlo Acutis: scoppia la polemica dopo il “no” ufficiale

Negata la strada intitolata a San Carlo Acutis: scoppia la protesta. Una bocciatura inaspettata che ha scatenato il dissenso dei fedeli e della comunità. Ecco i dettagli e le ragioni ufficiali dietro il secco rifiuto.

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Bocciata la mozione per intitolare una strada a san Carlo Acutis – lalucedimaria.it

Il Santo influencer, esempio per adolescenti e giovani di recente canonizzazione, san Carlo Acutis è sempre più venerato in tutto il mondo. Ma proprio nella sua Italia scoppia la polemica e non si accetta di rendergli omaggio.

È stata avanzata la proposta di intitolare una strada al suo nome, ma dal Comune è arrivata una netta bocciatura dell’idea. Inevitabile la polemica che ne è derivata. Lo scenario della querelle è Calcinaia, in provincia di Pisa, dove è nato di fatto un vero e proprio scontro ideologico.

Bocciata la proposta di intitolare una strada a San Carlo Acutis: scoppia la protesta

Un gruppo consiliare di minoranza di centrodestra, che si chiama Adesso Calcinaia, del Comune della piccola località toscana aveva avanzato la proposta di dedicare una strada o una piazza al giovane santo tanto amato e canonizzato lo scorso 7 settembre da papa Leone XIV, insieme ad un altro grande modello per i ragazzi, san Pier Giorgio Frassati.

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Le motivazioni del no alla strada intitolata a Carlo Acutis – lalucedimaria.it

Ma l’idea di rendere omaggio e porre all’attenzione di tutti questa figura modello per la Chiesa cattolica è stata avversata e non ha trovato accoglienza. È arrivato un netto no alla proposta che è stata di fatto bocciata. Ne ha dato notizia il consigliere comunale Matteo Becherini che ha espresso la sua amarezza per l’esito del voto consiliare.

La mozione è stata bocciata dalla maggioranza e le argomentazioni addotte sono state del tutto futili. Non c’è stata una presa di posizione chiara che esprimesse manifestatamente un’opposizione al richiamo alla fede che la figura di San Carlo Acutis porta con sé.

Quali sono le motivazioni del no

Nessun coraggio, quindi, di esprimere una contrarietà in maniera ben fondata, tantomeno argomentandola con motivazioni plausibili e di ragione. Le argomentazioni portate sono state del tutto aleatorie, come il fatto che attualmente nella cittadina non esistono strade prive di toponomastica, oppure che l’intitolazione di una strada richiede una pianificazione più accurata.

L’intento è stato quello di svicolare portando motivi di poco conto per non affrontare ciò che realmente non viene accettato: il rimando alla fede cattolica. Nonostante coloro che hanno presentato la mozione abbiano voluto rendere l’intento il più laico possibile ponendo la questione come riconoscimento del valore umano e civile dimostrato dal Santo e come portatore di valori umani positivi che potessero essere di ispirazione per tutti, credenti e non.

Non è servito, dunque, menzionare l’impegno costante e concreto verso il prossimo che aveva Carlo Acutis, o il suo dedicarsi al volontariato alla mensa dei poveri, al sostegno che dava agli indigenti del proprio quartiere e all’aiuto scolastico che forniva ai coetanei in difficoltà.

Neppure, quindi, non parlare apertamente della santità di Carlo Acutis è bastato, a dimostrazione che insistere su valori esclusivamente laici tacendo cosa davvero animava le azioni di bene, cioè la fede e la carità cristiana, non unisce.

Il Santo dei millennials che guardava all’Eucarestia come all’ “autostrada per il Cielo” e che invitava a mettere Dio al centro della vita e deporre l’attaccamento a se stessi con la celebre frase “non Io, ma Dio”, non trasmetteva semplici valori positivi, ma la santità dono dello Spirito Santo. Nella società in cui viviamo, come nel mondo pagano degli albori del cristianesimo, seppure ovviamente molto meno cruento, tutto questo non è compreso e tanto avversato.

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