Nicaragua: la polizia spara contro i manifestanti, diversi i feriti

Nicaragua: la polizia spara contro i manifestanti, diversi i feritiAncora sangue e violenza da parte della polizia in Nicaragua: a distanza di un mese dalla manifestazione studentesca contro il governo Ortega repressa nel sangue dalla polizia e dalle forze militari, la drammatica situazione sociale in Nicaragua non accenna ad un miglioramento. In seguito al bagno di sangue dello scorso aprile, infatti, una delegazione della popolazione si era incontrata con Daniel Ortega e la moglie (nonché vice presidente) Rosario Murillo per chiedere una soluzione pacifica degli scontri tra civili e forze para militari. In quella occasione il presidente Nicaraguense aveva risposto che la repressione sarebbe finita quando i civili avrebbero smesso di protestare con violenza, ma la promessa non è stata mantenuta.

Lo stesso giorno del colloquio, la polizia ha represso nuovamente le manifestazioni in strada con la violenza, con i vescovi costretti a scendere in strada a fare da scudi umani per evitare che altri civili venissero feriti o peggio uccisi. Ieri la manifestazione pacifica delle madri degli studenti uccidi durante la protesta è stata sgomberata allo stesso modo dalla polizia che, per impedire che le donne arrivassero all’università di Managua, ha sparato su donne e bambini causando molti feriti.

Il corteo delle madri delle vittime represso nel sangue dalla polizia

Il corteo pacifico è partito dalla Carretera a Mansaya sarebbe dovuto arrivare alla facoltà di Managua, ateneo prestigioso dal quale è partita la protesta contro il governo. Una marcia, quella di ieri, che doveva rappresentare un ricordo delle vittime e un legame ideale con i motivi che hanno portato gli universitari a protestare. Questo gesto simbolico di unione, condivisione e ricordo è stato interrotto dalla polizia che, dopo essersi frapposta al corteo, ha cominciato a sparare tra la folla per farla disperdere ferendo tra gli altri anche molti bambini. I civili, spaventati, hanno trovato rifugio nell’ateneo. La cronaca locale parla della possibilità che negli scontri siano morti 15 civili, ma questa ipotesi non è stata confermata ufficialmente.

Luca Scapatello