Nell’Amoris Laetitia non si afferma che tutti i divorziati possano accedere ai sacramenti

 

 

L’Amoris Laetitia ha suscitato non poche perplessità negli uomini di fede. La possibilità (perché di ciò si tratta) di ammettere ai sacramenti i divorziati ed i risposati ha mandato in confusione molti cardinali, spaventati che tale concessione possa diventare da eccezione a regola. In realtà il documento redatto da Papa Francesco non va assolutamente in tale direzione, ma invita i singoli sacerdoti a giudicare caso per caso per altro dopo un significativo tempo di riflessione accompagnato da un percorso di riavvicinamento alla fede guidato che confermi la veridicità del pentimento dei soggetti in essere.

 

Molte persone non leggendo il testo per intero o leggendolo in maniera frammentata e filtrata dal giudizio di qualcuno si è convinta che presto tutti i divorziati potranno avere diritto ai sacramenti, per tal motivo è d’uopo citare l’intervento del Cardinale Agostino Vallini (vicario di Papa Francesco per la diocesi romana) a riguardo.

 

Vallini spiega in principio come il Papa utilizzi il condizionale quando parla della concessione dei Sacramenti, questo non autorizza di fatto ai divorziati di accedervi ma non li esclude categoricamente, ci potrebbero, quindi, essere occasioni in cui questi sono meritevoli di ricevere confessione e perdono da parte del sacerdote.

 

A tal proposito Vallini spiega: “È necessario distinguere le varie situazioni. I casi più delicati sono quelli dei divorziati risposati legati da un precedente vincolo sacramentale. Il primo aiuto da offrire è di prodigarci per mettere a loro disposizione un servizio d’informazione e di consiglio in vista di una verifica della validità del matrimonio”. Ci sono persone il cui matrimonio non è stato mai valido o che abbia avuto validi motivi per essere invalidato, a queste persone è necessario far capire che la Chiesa gli è vicina, ma sopratutto che gli è vicino Dio.

 

Dopo aver valutato ogni singolo caso, il sacerdote che ha la certezza che queste persone meritino un riavvicinamento alla fede, deve procedere ad un percorso di assistenza: “ Per esemplificare: accompagnare con colloqui periodici, verificare se matura la coscienza di ‘Riflessione e di pentimento’, l’apertura sincera del cuore nel riconoscere le proprie responsabilità personali, il desiderio di ricerca della volontà di Dio e di maturare in essa. Qui ogni sacerdote ha un compito importantissimo e assai delicato da svolgere, evitando il “rischio di messaggi sbagliati”, di rigidità o di lassismo, per concorrere alla formazione di una coscienza di vera conversione e ‘Senza mai rinunciare a proporre l’ideale pieno del matrimonio’ ”.

 

Il passo successivo potrebbe essere l’apertura ai sacramenti, che non è obbligatoria, ci saranno persone o coppie che rimarranno indirizzate al percorso spirituale senza mai riuscire a mostrarsi penitenti, a loro non sarà mai permesso di accedere ai Sacramenti, ma qualora il Sacerdote dovesse riscontrare il sincero pentimento:” Quando il loro cammino di fede è stato lungo, sincero e progressivo, si proponga di vivere in continenza; se poi questa scelta è difficile da praticare per la stabilità della coppia, Amoris laetitia non esclude la possibilità di accedere alla Penitenza e all’Eucarestia”.