Nel momento della Comunione corriamo un rischio sempre più diffuso

È il momento più importante della Santa Messa, al quale però, specialmente in quest’ultimo anno di pandemia, abbiamo prestato poca attenzione. Davanti alle misure anti Covid che dobbiamo rispettare, perdiamo di vista il grande mistero che, in noi, sta per entrare.

La particola, segno del Corpo di Cristo che riceviamo nelle nostre mani e nel nostro cuore. Tutti i suoi frammenti sono importanti.

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L’importanza dell’Eucarestia

La Santa Comunione è il culmine, l’apice della Celebrazione Eucaristica. Cristo si offre a noi con il suo corpo e con il suo sangue. Ma noi in che modo lo accogliamo? Forse, prima dell’avvento della pandemia, ci accostavamo all’Eucarestia con più attenzione.

Da un anno a questa parte, invece, ci accorgiamo che questa attenzione verso Gesù è come se fosse evaporata, ponendosi molti di più sull’igienizzazione delle mani, sul distanziamento in fila per ricevere la Comunione, e sull’abbassare e poi rimettere in fretta la mascherina.

Un’attenzione che scema

Stiamo, piano piano, perdendo il senso del grande dono che Gesù, ad ogni celebrazione fa a ciascuno di noi. Nel momento della Consacrazione, assistiamo a quello che è il vero momento in cui il Signore si fa carne e sangue per noi e lo fa senza secondi fini. E noi, dall’altro lato, dovremmo aprire il nostro cuore a questo grandissimo momento che sta avvenendo.

Ultimamente, invece, la situazione è leggermente cambiata. Anche la Chiesa ha accettato e disposto le regole anti Covid per il contenimento del contagio e, forse, quella piena vicinanza e consapevolezza che di lì a poco nelle nostre mani e nel nostro cuore, sta arrivando Cristo, la stiamo perdendo.

Osservando attentamente, è dal momento della recita (o del canto) dell’Agnello di Dio che, a differenza di qualche anno fa, l’assemblea inizia ora a distrarsi. Sono tutti intenti a igienizzare scrupolosamente le mani, ma spostano l’attenzione da ciò che lì, sull’altare sta accadendo.

Quanto facciamo attenzione all’Eucarestia nelle nostre mani?

Arriva, poi, il momento di ricevere la Santa Eucarestia. Oggi le regole Covid impongono ai sacerdoti e ai diaconi di “darla” direttamente sulle mani e non più in bocca, ma anche, dove possibile e gli spazi lo permettano, di evitare la “fila” per ricevere il Corpo di Cristo.

La mascherina: quando il sacerdote ci pone la particola fra le mani, è il momento, sì, di massima gioia perché Cristo è lì vicinissimo a noi, ma è anche l’attimo dell’attenzione. Con una mano abbassi la mascherina e poi, avvicini la particola alla bocca. Ma ci facciamo mai caso se, anche un solo piccolo frammento di quella particola è rimasto sulle nostre mani? O ancora, e se questa, inavvertitamente cade in terra?

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Una tranquillità nel cuore

Alcuni sacerdoti, poco prima della distribuzione dell’Eucarestia, spiegano un piccolo vademecum, proprio per evitare questa spiacevoli situazioni.

Non è più solo questo. Ciò che è necessario fare è ritornare a quella tranquillità, a quel senso di pace interiore ed esteriore necessario per ricevere Gesù in noi, anche facendo attenzione e portando piccoli accorgimenti nei movimenti e nei gesti, anche il periodo di Covid.

Questo, ci permetterà di vivere questo Santo momento in maniera più serena e con una piena lode a Cristo che parte proprio dal nostro cuore.

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