Natuzza Evolo ed il fenomeno della bilocazione

 

Il fenomeno della bilocazione, la capacità di essere in due posti contemporaneamente, è uno delle caratteristiche che hanno contraddistinto maggiormente la vita di Natuzza Evolo. La veggente narrava spesso di questi accadimenti in cui rimaneva fisicamente a Paravati (suo paese d’origine) e viaggiava spiritualmente in tutte le parti del mondo in cui c’era bisogno della sua azione.

Natuzza ha sempre specificato che non aveva il controllo del fenomeno, che gli angeli e le anime si presentavano da lei e le chiedevano la cortesia di andare a dare conforto ai propri cari: “Mi si presentano dei defunti o degli angeli e mi accompagnano nei luoghi dove è necessaria la mia presenza. Vedo perfettamente i luoghi dove vado, posso parlare, essere udita, posso compiere delle azioni come aprire o chiudere le porte. Rimango sul posto il tempo necessario. Io sono cosciente che il mio corpo è a Paravati, ma è come se avessi un altro corpo. Alcune volte sono stata capace di trasportare alcuni oggetti dal posto visitato in bilocazione alla mia casa. Qualche volta mi è capitata una bilocazione doppia, nel senso che vedevo due posti contemporaneamente ed ero vista in più luoghi diversi”.

La sua presenza in quei luoghi poteva essere di tipologie diverse, se a volte si presentava con la sua figura per intero, altre volte la sua presenza veniva percepita come un rumore, lo spostamento di un oggetto, il nodo ad una corona o un semplice profumo. Sebbene non sia possibile spiegare scientificamente la bilocazione, sono troppe le testimonianze ricevuto nel corso degli anni per non dare peso alle parole di Natuzza.

Il fenomeno della bilocazione è solo uno degli elementi che configurano la vita di Natuzza come messaggera della Madonna. Di certo, l’opera più importante che le è stato chiesto di portare avanti è quella della fondazione dell’associazione umanitaria “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. Un progetto che la Madonna gli ha palesato la prima volta negli anni ’40, ma che è stato portato a termine quasi 50 anni dopo:

“Non è stata una mia volontà. Io sono la messaggera di un desiderio manifestatomi dalla Madonna nel 1944, quando mi è apparsa nella mia casa, dopo che ero andata sposa a Pasquale Nicolace. Quando l’ho vista, le ho detto: ”Vergine Santa, come vi ricevo in questa casa brutta?”. Lei mi ha riposto:”Non ti preoccupare, ci sarà una nuova e grande chiesa che si chiamerà Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime e una casa per alleviare le necessità di giovani, anziani e di quanti altri si troveranno nel bisogno”.

Nel 1986 la Madonna appare nuovamente a Natuzza e le dice che è arrivato il momento per la casa dei bisognosi, la veggente parla con qualche amico e con il parroco di Paravati e qualche anno più tardi, finalmente la Casa d’accoglienza è pronta. Il Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime è sicuramente il testamento più significativo della vita di Natuzza che è sempre stata guidata dall’umiltà e dalla carità, infatti al momento della sua inaugurazione disse: “Ho imparato anche che è necessario pregare, con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti. Per questo la “grande e bella casa” dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, sarà innanzitutto casa di preghiera, rifugio di tutte le anime, luogo per riconciliarsi con Dio, ricco di misericordia, e per celebrare il mistero dell’Eucarestia”