Maria che scioglie i nodi: a Napoli, l’ultimo sabato di dicembre è dedicato a lei

L’ultimo sabato dell’anno, a Napoli, è dedicato a Maria che scioglie i nodi. L’anno giubilare straordinario prosegue fino ad ottobre 2020.

Maria che scioglie i nodi

Sabato 28 dicembre, a Napoli, nella Chiesa Santa Maria Incoronatella alla Pietà dei Turchini, il consueto incendio dei nodi a Maria che scioglie i nodi.

28 dicembre: il sabato di Mara che scioglie i nodi

In occasione dell’ultimo sabato di dicembre e, anche, dell’ultimo sabato dell’anno, a Napoli nella Chiesa Santa Maria Incoronatella alla Pietà dei Turchini, si rinnova il tradizionale incendio a Maria che scioglie i nodi.

Un momento di fede forte, arricchito ancora di più dal suo essere celebrato nell’anno Giubilare straordinario, autorizzato da Papa Francesco, e che durerà sino ad ottobre 2020.

La celebrazione con il Vescovo Ausiliare di Napoli

In occasione di questo ultimo sabato dell’anno, la celebrazione sarà arricchita dalla presenza del Vescovo Ausiliare di Napoli, Monsignor Gennaro Acampa, che celebrerà la Santa Messa alle ore 12. Come da calendario, sabato 28 dicembre, a partire dalle ore 10.45 ci sarà l’Adorazione Eucaristica, a cui farà seguito la recita del Santo Rosario alle ore 11.30 e, poi, la celebrazione della Santa Messa alle ore 12.

Alla fine della Santa Messa, il tradizionale incendio dei nodi, come segno di devozione e fede nei confronti di Maria che scioglie i nodi.

L’anno Giubilare per Maria che scioglie i nodi

Un anno particolare questo per la Chiesa di Santa Maria Incoronatella: un anno giubilare straordinario, iniziato lo scorso 26 ottobre e che si protrarrà sino alla stessa data del 2020. “Da sabato 26 ottobre fino allo stesso mese del prossimo anno, sarà un anno di grazia. Speriamo che la Madonna sciolga tanti nodi di cui, purtroppo, ognuno di noi è annodato per tanti motivi.

La celebrazione dell’Anno Giubilare ha questo senso: chiedere a Cristo, tramite la Madonna, di liberarci da questi nodi” – aveva detto l’Arcivescovo di Napoli, Cardinale Sepe, all’apertura della Porta Santa.

ROSALIA GIGLIANO

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