Papa Luciani fu avvelenato: le parole del boss sono bufala o realtà?

Le continue rivelazioni, circa la morte di Papa Luciani, continuano a manifestarsi. Ultima tra tutte, quella del nipote del padrino Lucky Luciano.

Papa Luciani
Papa Luciani (websource)

Il libro scritto da Anthony Luciano Raimondi sostiene una tesi ancora da valutare in quanto ad attendibilità.

Il 22 luglio 2019 è la data della prima pubblicazione (negli Stati Uniti d’America) del libro When the Bullet Hits the Bone, da parte della casa editrice Page Publishing.  Il libro, scritto da Anthony Luciano Raimondi, 69enne, nipote del padrino Lucky Luciano, boss legato alla cosiddetta “Cosa nostra statunitense”, vuole farsi promotore di una rivelazione: Papa Luciani non è morto di infarto, ma fu avvelenato. È tuttavia ancora da valutare l’attendibilità della rivelazione.

Papa Luciani, il giallo sulla morte

Nonostante siano trascorsi 41 anni dalla morte dell’ultimo Pontefice italiano (avvenuta il 28 settembre 1978), il mistero che la circonda, alimentato da continue rivelazioni, non cessa di alimentarsi. La rivelazione del Raimondi, che ci dà una sua ricostruzione dei fatti, riferisce che l’Arcivescovo Marcinkus, al tempo presidente dello Ior, lo aveva fatto giungere a Roma per studiare le abitudini del Pontefice, con lo scopo di eliminarlo.

La ricostruzione del Raimondi

Stando alle parole di Anthony Luciano Raimondi, il Pontefice aveva scoperto alcune frodi della Banca Vaticana, relative a falsificazioni di azioni di compagnie internazionali. Marcinkus, cugino del boss, chiese il suo aiuto per mettere fine a questa storia, assassinando il Pontefice. Dopo averlo fatto addormentare con del valium nella tazza del tè, Marcinkus aveva usato un contagocce per mettergli il cianuro in bocca.

Bufala o realtà?

Il giallo sulla morte di Papa Luciani continua ad alimentarsi con questo genere di notizie. Ad ogni modo, si tratta di una personale ricostruzione dei fatti, priva di riscontri. Il Vaticano ha respinto totalmente questo tipo di ricostruzione. Come sostenuto da “il Fatto Quotidiano”, i tanti errori di comunicazione della Santa Sede non hanno evitato che si alimentasse il mistero su questa vicenda. «Ad alimentare ulteriori sospetti sulla morte di Luciani è stata anche la decisione, presa all’epoca dalla Santa Sede, di non rivelare che il cadavere di Giovanni Paolo I era stato trovato da due donne» (fonte, “il Fatto Quotidiano”).

Raimondi ha parlato anche di Wojtyla

La rivelazione di Raimondi non si è limitata alla vicenda della morte di Papa Luciani, ma si è spinta oltre. Secondo il libro di memorie del boss, nipote di Lucky Luciano, la stessa sorte sarebbe toccata a Giovanni Paolo II, per gli stessi motivi. Alla fine però, Wojtyla avrebbe rinunciato a denunciare la frode e per questo motivo ebbe salva la vita.

La fantasia letteraria e cinematografica

Ad alimentare ancor di più la reazione complottista riguardo i misteri vaticani, si sono esercitati in svariato modo registi e letterati. Il parallelismo con il caso Luciani qui è molto interessante. Il caso che ci viene in mente è il romanzo di Dan Brown, Angeli e demoni, che ha ispirato anche l’omonimo film. Nella fantasia dello scrittore, il camerlengo è colui che uccide il Pontefice, il quale gli aveva appena rivelato di avere un figlio. Solo successivamente il camerlengo scoprirà di essere egli stesso il figlio.

Fabio Amicosante

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