Lo scatto che ha fatto commuovere il mondo intero: la ragazza militare impegnata a salvare vite umane, è caduta vittima di un vile attentato.
Fra le persone uccise dai Talebani nell’ultimo attentato contro i marines statunitensi, c’era anche la giovane Nicole di soli 23 anni. La foto virale la vedeva cullare un bambino fra le sue braccia durante le evacuazioni di salvataggio dei civili che avevano collaborato con le loro ambasciate. Un gesto che non è passato inosservato.
Una giovane ragazza che, più volte, anche sui social, aveva scritto la frase “Amo il mio lavoro”. E, proprio salvando vite umane, è morta. Lei era una giovane marines statunitense di soli 23 anni e si chiamava Nicole Gee. È una delle 13 giovani vittime fra i marines, caduti nell’ultimo attentato a Kabul, in Afghanistan, organizzato dai Talebani.
Era lì per portare in salvo quante più persone possibili, anche coloro che cercavano solo di dare ai propri bambini un futuro migliore. E, proprio mentre cullava fra le sue braccia uno di questi piccoli che una madre disperata aveva loro dato, che Nicole è stata immortalata in una fotografia.
Foto che, poi, alla notizia della sua morte, ha fatto subito il giro del mondo.
Era passata solo una settimana da quello scatto che la giovane Nicole aveva deciso di pubblicare sul suo profilo Instagram, correlandole una frase emblematica ma semplice: “Amo il mio lavoro”. Un solo scatto, segno e simbolo di tutto lo sforzo, sino all’ultimo, da parte delle truppe USA per aiutare e portare in salvo i civili afghani.
Il piccolo, ignaro di ciò che stava accadendo intorno a sé, dorme beato fra le braccia di Nicole, con il suo pigiamino ed il suo bavaglino. Forse, con estremo dolore della sua mamma, sognava un futuro diverso da quello che, per il suo Paese, si prospetta. E Nicole, prendendolo fra le sue braccia, lo aveva quasi accolto con sé, forse promettendogli lei stessa di portarlo in salvo.
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Non sappiamo i tanti sentimenti che la giovane marines avrà provato in quegli istanti. Sappiamo solo che il vento della guerra, di una lotta armata che non ha ancora fine, non ha avuto neanche rispetto per una giovane che, insieme ai suoi colleghi, era lì per cercare di migliorare le sorti di quel Paese, anche solo per pochi istanti.
E, nonostante tutto, è stata uccisa in un vile attentato. Ma quella foto resterà nel cuore di tutti noi.
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ROSALIA GIGLIANO
Sant'Antonio Maria Zaccaria, è sacerdote e medico lombardo, inoltre è il fondatore dei Barnabiti e…
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