Moratti e il suo gesto di grande carità per ringraziare i suoi operai

Il nobile gesto del noto presidente va controcorrente e dà un grande insegnamento agli imprenditori che speriamo possano imitarne l’esempio.

massimo moratti
Massimo Moratti – photo web source

I più maligni avranno parlato di opportunismo o di marketing, tuttavia molto raramente si sentono di simili gesti di solidarietà, perché sono pochi gli imprenditori che riescono a comportarsi in questo modo. Massimo Moratti, noto al grande pubblico per essere stato a lungo il proprietario della squadra calcistica dell’Inter, ora passata in mano a una società privata cinese, ha compiuto infatti un gesto molto ammirevole.

La decisione del Patron Massimo Moratti

Moratti ha deciso di donare il suo stipendio annuo, pari a 1,5 milioni di euro, nell’aiuto economico verso gli operai della sede di Sarroch, in Sardegna, della sua azienda petrolifera, la Saras. Sicuramente, salta all’occhio la disparità di stipendio tra il proprietario della fabbrica e i suoi operai, circa cento volte tanto. Questa però è la realtà del capitalismo moderno, con disparità di retribuzioni tra dirigenti e dipendenti che hanno ben poco della libertà sognata per il tramite del mercato e dell’impresa.

Tuttavia, il gesto di Moratti ha una natura ben più umana di ogni calcolo razionale e preconcetto, fortemente voluto per compensare la riduzione di stipendio che si sarebbe verificata per gli operai a causa della cassa integrazione con cui sono andati avanti per mesi i lavoratori della Saras, realtà necessaria dopo la crisi causata dagli stop per Covid.

La lettera inviata da Moratti a tutti i suoi dipendenti che spiega la scelta

Nello spiegare la sua scelta a tutti gli operai, Moratti ha anche inviato una lettera molto significativa che dimostra, al di là di ogni opinione, la sua cifra umana e la volontà di stare vicino ai suoi operai in un momento difficile, che purtroppo, nel mondo d’oggi, non è affatto scontata. 

“Vi ringrazio per i sacrifici che state facendo che, certamente, sono di grande aiuto per il superamento di un periodo difficile. Mi permetto, per questo, di mettere a disposizione il mio emolumento annuo che almeno vi consentirà di alleviare, almeno in parte, il peso della cassa integrazione. Ogni dipendente dello stabilimento (non rientrano nel piano i dirigenti), riceveranno nelle buste paga di ottobre, novembre e dicembre circa 150 euro netti a testa”.

Proprio come accaduto in tanti altri settori, infatti, anche quello in cui opera la Saras, della raffinazione cioè del petrolio, ha subito gli effetti della pandemia. La conseguente riduzione dell’attività di fabbriche e impianti è stata infatti pesante. Per questo stesso motivo anche la Saras è stata costretta a ricorrere all’avvio della cassa integrazione di due giorni al mese per i dipendenti.

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Però un piccolo aiuto concreto è arrivato per loro direttamente dalla dirigenza, e per quanto alla fine per ogni operaio la differenza economica risulti tutto sommato non ingente, Moratti ha mostrato una qualità che oggi sempre più nel mondo del lavoro e dell’economia sembra essersi totalmente smarrita.

Saras
L’azienda petrolifera Saras – photo web source

Le qualità spesso smarrite dimostrate invece con questo gesto

Vale a dire l’umiltà, la nobiltà d’animo, la volontà di fare squadra con la comunità a cui anche i grandi proprietari devono tutta la sua ricchezza. La figura dell’imprenditore che mantiene alti i valori morali rimboccandosi le maniche, scendendo nei luoghi di lavoro per darsi da fare, condividendo le proprie mega-entrate nei momenti di difficoltà sembra essere purtroppo – troppo spesso – del tutto scomparsa in un mondo che vive di finanza, economia immateriale, grandi ricchezze, capitali volanti, sperpero eccessivo in lussi sfrenati e in faccia alla miseria.

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Pochi ancora oggi si ricordano infatti di chi sta in prima linea nei reparti di produzione, a sudare per portare il pane sulle tavole delle proprie famiglie, ogni giorno in maniera eroica. Valgono quindi a questo proposito le parole di Stefano Fais, rappresentante sindacale dell’azienda: “La famiglia Moratti dimostra ancora una volta vicinanza ai suoi dipendenti. Non ho mai visto un’iniziativa simile in alcuna realtà imprenditoriale della Sardegna”.

Giovanni Bernardi

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