Il Miracolo di San Gimignano

 

 Domenica 12 marzo, a San Gimignano si è celebrato, con una messa al duomo officiata dall’Arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani, l’anniversario della scomparsa di Santa Fina, patrona della cittadina toscana morta in giovane età, dopo un esistenza dedicata al Signore ed alla misericordia piegata da un atroce malattia. Come da tradizione, dopo la messa in presenza della massime cariche politiche del paese i bambini di San Gimignano sono stati benedetti e consacrati alla Santa.

La biografia di Iosefina colloca la sua nascita nel 1238, figlia di due nobili decaduti, la sua infanzia fu funestata dalla povertà ma allo stesso tempo benedetta da una fede incrollabile nei confronti del Signore e di una devozione implacabile per Gregorio Massimo. A soli dieci anni contrasse una malattia incurabile che la costrinse a letto e dopo due anni morì anche la madre, ciò nonostante la sua fede non scemò e per i paesani il suo letto era luogo di conforto ed esempio di fede.

A 15 anni Fina morì, quel giorno, racconta il domenicano Giovanni del Coppo (biografo più interessato alla devozione che non ai fatti storici), tutte le campane del paese suonarono all’unisono senza che una mano umana le toccasse. Inoltre sembra che in tutto il paese fiorirono le viole. Dettagli ulteriori della sua Santità sono emersi con il tempo, il 12 marzo era il giorno della celebrazione di Gregorio Massimo e pare che poco tempo prima fu proprio il Santo ad indicare alla giovane che quello sarebbe stato il giorno della sua morte, inoltre pare che sul suo sepolcro nel corso degli anni si siano verificati diversi miracoli.

Sin dal giorno della sua morte il culto di Fina fu molto diffuso in paese e si estese presto a tutta la Toscana, qualche tempo dopo, come logica conseguenza, fu eletta patrona di San Gimignano ed un ospedale fu costruito in suo onore. Nel 1457 il consiglio del popolo deliberò che venisse costruita una splendida cappella dove i fedeli la potessero celebrare degnamente ogni giorno.