Pochi conoscono il Miracolo eucaristico “conservato” nella Basilica di Siena, da quasi 300 anni.
Era il 14 Agosto del 1730. Quel giorno, furono consacrate moltissime ostie a Siena, perché ci si preparava per una celebrazione che prevedeva la presenza di parecchi fedeli.
Mentre i devoti erano impegnati in una processione, un ladro si introdusse in Chiesa e rubò le particole. Dopo tre giorni, però, forse illuminato dal Signore sull’oltraggio compiuto, le ripose nella buca delle offerte, di un’altra Chiesa di Siena e, li, furono ritrovate intatte, subito dopo. Da quel giorno, quelle 223 ostie restituite dal ladro sono ancora intatte. Sono passate inalterate attraverso i secoli, senza presentare nessuna traccia di muffa (che invece compare sopra il contenitore delle stesse) o di una qualsiasi altra degenerazione.
Questo è un autentico Miracolo eucaristico. Cela e svela, in quelle ostie, la presenza viva e vera di Cristo Signore dell’Eucarestia, in Corpo e Sangue.
Come ebbe a dire anche il Santo Papa Giovanni Paolo II, durante una sua visita alla Basilica di Siena, nel 1980, commentando quanto osservata: “È la Presenza!”.
Questo prodigio divino è documentato ed è stato anche analizzato, più volte, nel corso dei decenni. Dopo 50 anni dal recupero delle particole, si cominciò a parlare di Miracolo eucaristico. Si parlò di ostie che sfidano ogni legge di natura, di quella farina impastata con acqua, che non si deteriorava, col passare del tempo.
Lo scienziato Enrico Medi, che se ne è occupato a lungo, disse, in merito alla questione: “Questo intervento diretto di Dio, è il Miracolo (…), compiuto e mantenuto tale miracolosamente per secoli, a testimoniare la realtà permanente di Cristo nel Sacramento Eucaristico”.
Antonella Sanicanti
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