Migranti, la posizione della Chiesa: aiutare i bisognosi in Italia e nei loro Paesi

Migranti, la posizione della Chiesa: aiutare i bisognosi in Italia e nei loro PaesiIl dibattito sull’immigrazione è quello che trova maggiori partecipanti in questi mesi estivi, tra i quali si distingue chiaramente la Chiesa Cattolica in quanto istituzione che si propone come guida per milioni di persone. La discussione sull’immigrazione è in parte sospinta dai proclami sulla protezione dei confini patrii da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini ed in parte sospinta dalla stampa che riconosce sul tema un interesse mediatico superiore rispetto ad altre tematiche, magari più pressanti per la società. In questo dibattito, come sottolineato sopra, si è inserita anche la chiesa cattolica, in primo luogo con il richiamo di papa Francesco al dovere dell’accoglienza, concetto fondante della religione stessa, e poi anche con Libera, associazione autrice della manifestazione “Maglietta Rossa”.

L’intervento della chiesa nella visione distorta che offrono i social media del reale è stato visto da molti, anche dagli estremisti cattolici (o sedicenti cattolici, sarebbe più corretto dire), come un tentativo di favorire un’immigrazione selvaggia tesa addirittura a generare un ricambio etnico in Europa. Sorvolando sulla razionalità di tale affermazione è bene soffermarci sulle posizioni espresse dai rappresentanti della chiesa cattolica a riguardo per offrire un quadro il più possibile oggettivo.

La posizione della Chiesa sull’immigrazione

Per capire quale sia la reale posizione del Vaticano sull’argomento basterebbe citare alcune delle parole proferite a riguardo dal Santo Padre: “Un approccio prudente da parte delle autorità pubbliche non comporta l’attuazione di politiche di chiusura verso i migranti, ma implica valutare con saggezza e lungimiranza fino a che punto il proprio Paese è in grado, senza ledere il bene comune dei cittadini, di offrire una vita decorosa ai migranti, specialmente a coloro che hanno effettivo bisogno di protezione”. Il significato di queste parole non è accogliamoli tutti, ma accogliamone il più possibile, finché le capacità di accoglienza della nazione (l’Italia come un’altra) permettono ai migranti di avere una vita dignitosa.

Parrà strano ma anche il motto “Aiutiamoli a casa loro” è condiviso in parte dalla chiesa, in più di un’occasione infatti è stato specificato che nessuno dovrebbe perdere il “Diritto a non emigrare” ed è stato il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti (uomo di fiducia di Bergoglio), a dichiarare: “La gente non deve essere costretta a partire. Dobbiamo promuovere la mentalità per cui si creino condizioni per cui essi possano restare”. Ecco, la differenza sta nei metodi comunicativi e nella scelta delle parole, promuovere la mentalità è un processo di informazione e di costruzione di strutture ed alternative valide alla partenza, non il semplice blocco degli approdi che, se portato avanti senza altre misure rimane un semplice atto di egoismo, esattamente come non soccorrere i naufraghi. Il che non significa aprire a tutti, ma dare la possibilità a chi ne ha bisogno di ricevere aiuto.

Luca Scapatello