Michelle Obama, nella biografia sconfessa la politica pro choice

Michelle ObamaMichelle Obama nella recente autobiografia ‘Becoming’ parla della gravidanza, sconfessando le idee sostenute politicamente dal marito sull’aborto.

La Presidenza Obama in materia di aborto ha fatto dei passi decisi verso le libertà ed i diritti delle donne che prendono la dolorosa scelta di interrompere la gravidanza. La stessa ex First Lady Michelle Obama ha più volte dichiarato in quel periodo che il governo non: “dovrebbe interferire sul fatto che una donna accetti o meno la sacra responsabilità della maternità”. Appare chiaro dunque che la posizione della donna (prossima candidata democratica alla presidenza degli USA?) sia favorevole al movimento pro choice e che consideri il feto come un agglomerato di cellule, almeno nel primo periodo del concepimento.

Il racconto della gravidanza di Michelle Obama, sono parole pro life?

Nello scritto autobiografico di Michelle Obama c’è un’ampia parte dedicata al periodo della gravidanza. In primo luogo viene raccontato di quando ha perso il primo bambino a causa di un aborto spontaneo, quindi viene spiegato che per le successive gravidanze la coppia si è affidata alla fecondazione in vitro per evitare di perdere i nascituri. In questo racconto c’è  un intrinseco appoggio alla pratica e dunque una coerenza al proprio pensiero sull’evoluzione scientifica in ambito nascita.

Successivamente però, l’ex First Lady parla del periodo in cui aspettava la prima delle sue bambine e lo fa in un modo così tenero ed intenso da commuovere il lettore: “Avevamo le nostre vite esteriori, ma ora qualcosa stava accadendo all’interno, una bambina cresceva, una bebè […] questa piccola vita nascente che ora mi dava una gomitata e ora premeva la mia vescica con il suo tallone. Non ero mai sola né mi sentivo sola. Lei era lì, sempre, mentre io andavo al lavoro in macchina o tagliavo le verdure per fare un’insalata, o stavo sdraiata di notte a letto, leggendo, per l’ennesima volta, il libro ‘What to Expect When You’re Expecting'”. In queste parole, però, c’è un’incongruenza di fondo, se la nascitura era viva e le faceva compagnia, com’è possibile considerare l’aborto come una soluzione possibile? Come si può affermare che la cessazione di gravidanza sia qualcosa di diverso dall’estinzione della vita? Quando è davvero possibile considerare il feto un essere umano?

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Luca Scapatello