Messico, assassinati altri 2 sacerdoti dopo la festa della Candelora. Dopo l’arresto e l’estradizione di “El Chapo” il crimine organizzato ha vissuto in Messico un periodo di riorganizzazione con bande rivali che hanno lottato duramente per assicurarsi il dominio sul narcotraffico ed i relativi guadagni prima spettanti al capo del cartello. Le lotte hanno portato a brutali assassini (compreso il lancio di cadaveri dagli aerei) ritorsioni, esecuzioni che hanno istituito un clima di terrore nella zona centrale del Paese nord americano. A farne le spese, oltre a numerosi civili, sono stati diversi sacerdoti, gli ultimi dei quali sono stati assassinati proprio in questi giorni.
Il raid contro i sacerdoti si è tenuto al termine della festa della Vergine della Candelora. I tre sacerdoti padre German, padre Ivan e padre Rogelio si erano messi in macchina insieme a tre amici e si dirigevano in direzione di Taxco de Alarcòn. Intorno alle 6 di mattina i sacerdoti giungono all’altezza di Iguala ed una vettura rossa gli sbarra la strada. All’interno dell’auto c’erano i sicari che scesi dalla vettura hanno sparato alla cieca sull’auto. Padre German e padre Ivan, trovandosi sui sedili davanti, sono morti subito dopo l’attacco, mentre padre Rogelio e gli altri passeggeri, gravemente feriti, sono stati portati in ospedale e sono ancora a rischio di vita.
In seguito a questa ennesima brutale esecuzione, l’arcidiocesi di Chilipacingo-Chilapa, per mano dell’arcivescovo Salvador Rangel Mendoza, ha mandato un appello alle autorità chiedendo esplicitamente che venga fatta luce sui brutali omicidi che stanno minando la sopravvivenza di sacerdoti e cittadini nella regione e nell’intera nazione. Dati statistici dimostrano che lo scorso hanno c’è stato un incremento degli assassini (80 al giorno) una spirale di violenza che è continuata anche nel primo mese del 2018 (1562 vittime, 2 all’ora). Particolarmente colpiti i sacerdoti, sono 4 quelli uccisi nel 2017, ma non si contano le minacce di morte che arrivano loro ogni giorno, dove gli si intima di interrompere le loro prediche contro il narcotraffico. Un paradosso per un Paese come il Messico, la cui popolazione è preponderantemente di fede cattolica. Luca Scapatello
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