Padre Ljubo, un sacerdote di Medjugorje, ci aiuta a capirlo.
Il Santo Rosario, che ripercorre le tappe salenti della vita terrena di Maria e Gesù, dunque, ha un grande potere e ci aiuta a trasformare la nostra anima. “La preghiera del Rosario è una preghiera -per così dire- orale, ma può diventare anche una preghiera contemplativa, una preghiera profonda, una preghiera che può riunire la famiglia, perché, attraverso di essa, Dio ci dona la sua pace, la sua benedizione, la sua grazia.
Solo la preghiera può rappacificare, tranquillizzare i nostri cuori, anche i nostri pensieri. Non dobbiamo avere paura delle distrazioni nella preghiera. Dobbiamo mostrarci a Dio così come siamo -distratti, assenti spiritualmente nel nostro cuore- e mettere sopra la sua croce, sull’altare, nelle sue mani, nel suo cuore, tutto quello che siamo: distrazioni, pensieri, sentimenti, emozioni, colpe e peccati, tutto quello che siamo”.
Dobbiamo riuscire ad essere puri, davanti a lui, per permettergli di guidarci e illuminare i nostri passi, verso la santità.
“Dobbiamo essere nella verità e nella sua luce. Io mi sono sempre meravigliato e stupito per la grandezza dell’amore della Madonna, per il suo amore di Madre. Soprattutto, nel messaggio che la Madonna ha dato al veggente Jakov, quando si è rivolta alle famiglie e ha detto: “Cari figli, desidero che le vostre famiglie diventino sante”.
Noi pensiamo che la santità sia per altri, non per noi, ma la santità non è contro la nostra natura umana. La santità è ciò a cui più profondamente il nostro cuore anela, cerca. La Madonna, apparendo a Medjugorje, non è venuta a rubarci la gioia, a privarci della gioia, della vita. Solo con Dio possiamo godere la vita, avere la vita, perché “nessuno può essere felice nel peccato”.
Leggi anche – Medjugorje, Padre Ljubo: “Dio sceglie posti e persone concrete”
Antonella Sanicanti
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