Medjugorje, Padre Ljubo: “Dio sceglie posti e persone concrete”

Come si sazia la fame di fede?

Padre Ljubo, un sacerdote di Medjugorje, ci aiuta a capirlo.

Medjugorje - Padre Ljubo

“Oggi l’uomo non ha fame di cibo, ma tutti siamo affamati di Dio, dell’amore. Questa fame, se noi cerchiamo di saziarla con le cose, col cibo, diventiamo ancora più affamati.
Io, come sacerdote, mi chiedo sempre cosa c’è qui a Medjugorje che attrae tanta gente, tanti credenti, tanti pellegrini? Cosa vedono? E non si trova una risposta. Medjugorje, non è un posto così attraente, non c’è niente da vedere: sono due monti pieni di sassi e due milioni di souvenir-shops, ma c’è una presenza, un realtà che non si vede con gli occhi, ma si sente col cuore”.

Sono in tanti a testimoniarlo e a raccontare che a Medjugorje si prega serenamente e si sente di doversi confessare, di doversi ripulire di ogni cosa che, del mondo, abbia potuto contaminare l’anima.

Medjugorje: Dio sceglie posti e persone concrete

“Dio anche, leggendo la Bibbia, sceglie posti concreti, sceglie persone concrete attraverso le quali annuncia, opera. E l’uomo, quando si trova davanti ad un’opera di Dio, si sente sempre indegno, impaurito, si oppone sempre. Se vediamo, anche Mosè si oppone e dice: Non so parlare. E Geremia dice: Sono un bambino. Anche Giona scappa, perché si sente inadeguato per quello che Dio gli chiede, perché le opere di Dio sono grandi”.

Ognuno di noi potrebbe sentirsi in soggezione, sapendo cosa Dio potrebbe domandarci, ma la Regina della Pace ci spiega che con la fede tutto avviene, poiché ci permette di affidarci al Signore. Solo questo, in effetti lui ci domanda.
Dio opera grandi cose attraverso le apparizioni della Madonna, attraverso tutti quelli che hanno detto “sì” alla Madonna.

Anche nella semplicità della vita quotidiana, Dio opera grandi cose. Se noi guardiamo al Rosario, il Rosario è simile alla nostra vita quotidiana, semplice, monotono, è una preghiera ripetitiva. Così, se guardiamo la nostra giornata, ogni giorno facciamo le stesse cose, da quando ci alziamo, fino a quando andiamo a coricarci. Oggi, per così dire, il Rosario può essere una preghiera non capita bene, perché oggi nella vita si cerca sempre qualcosa di nuovo, ad ogni costo”.

Antonella Sanicanti

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