Medjugorje: Maria agisce nel silenzio, con efficacia

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Monsignor Schonborn, Cardinale austriaco, ha visitato diversi Santuari mariani, ma, fino al 2009 non si era ancora recato a Medjugorje. Nonostante questo, seguiva da vicino le vicende che vi accadevano, grazie al racconto dei fedeli. Ecco il suo pensiero: “Nei santuari mariani si prova ciò che rende la Chiesa viva: si ha la sensazione che Dio è vicino e non in maniera astratta, ma proprio concreta e reale, grazie a Maria che, come nessun altro, rappresenta la vicinanza del cielo alla terra”.

Medjugorje: dove c’è Maria, la Chiesa è viva

“Non sono ancora stato a Medjugorje, ma in un certo senso ci sono stato molte volte, grazie a coloro che ci sono stati e nella cui vita vedo molti frutti. Mentirei se dicessi diversamente. Questi frutti sono ben evidenti e concreti. Nella nostra diocesi e in molti altri luoghi, assisto alla grazia della conversione, della vita soprannaturale nella fede, della grazia della gioia, della vocazione, della salvezza, della riscoperta dei sacramenti, della confessione, tutto ciò non è un inganno”.

Credo che Maria agisca sin dall’inizio nel silenzio, ma in maniera molto efficace. (…) Soprattutto nei luoghi mariani ci si rende conto che la Chiesa non è innanzitutto un’istituzione, come la si definisce tanto negativamente, ma è la sposa di Cristo, per la quale Cristo ha donato la vita: è meravigliosa ed è la madre di tutti gli uomini. E tutto ciò si trova in Maria. Per questo Maria è presente ovunque la Chiesa si rinnovi e dove c’è Maria, la Chiesa si rinnova. Non è un caso che le comunità, che sorgono dalla Chiesa, sono legate nella maggior parte dei casi a Maria e ai suoi luoghi di grazia”.

E sulla posizione attuale della Santa Sede dichiara: “Certamente la Chiesa non si esprimerà definitivamente, finché i fenomeni continueranno sotto forma di apparizioni o di eventi simili, ma il compito dei pastori è quello di promuovere ciò che cresce, ciò che mostra dei frutti, di proteggerlo, se necessario, anche dai pericoli che naturalmente sono ovunque. Anche a Lourdes bisogna sempre preoccuparsi di evitare che il dono originario non sia soffocato da sviluppi errati. E anche Medjugorje non ne è immune. Pertanto, è o sarebbe importante che anche i Vescovi dedichino consapevolmente le proprie attenzioni pastorali a Medjugorje, affinché quelli che sono i frutti evidenti siano protetti da sviluppi errati”.

La visita a Medjugorje

Fu così che, come accennato, mons. Schonborn il 28 dicembre del 2009 decise di recarsi a Medjugorje. Fu ospitato dalla comunità Cenacolo e salì sul Podbrdo con la veggente Mirijana. Nonostante avesse successivamente dichiarato che la sua visita fosse a carattere privato, presiedette l’Adorazione Eucaristica e la Santa Messa per la veglia di fine anno. La posizione del vescovo fu tale per evitare dissapori col vescovo locale Ratko Perić, da sempre diffidente ed ostico a riguardo delle apparizioni, a tal punto, ed è storia di oggi, che la Santa Sede ha deciso di inviare, il 31 maggio del 2018, nel paesino bosniaco mons. Henryk Hoser come visitatore apostolico. Escludendo così Medjugorje dalla gestione della diocesi di Mostar di cui Ratko Perić è a capo.

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Antonella Sanicanti

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