Medjugorje: il doppio miracolo che ha salvato Arthur

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:14

La guarigione di Arthur P. Boyle, malato terminale, è uno dei miracoli più grandi avvenuti per intercessione della Vergine, a Medjugorje. 

Medjugorje miracolo doppio

Nel libro “Sei mesi di vita”, edito da Ares, è narrata la storia di Arthur P. Boyle, il ragazzo americano guarito miracolosamente per intercessione della Vergine Maria, che da 35 anni appare ai veggenti di Medjugorje. Il miracolo accadde nel 2000 e da quel momento la vita di Arthur è cambiata radicalmente, attraverso la scoperta della fede autentica. Prima di allora, l’uomo aveva vissuto una vita in cui l’impegno con Dio era rappresentato dalla semplice “abitudine” di andare a messa la domenica, niente più.

Arthur P. Boyle e il suo rapporto con Dio

Arthur non aveva uno stretto rapporto con Dio. Cattolico per tradizione, pregava molto raramente e, al di là dell’impegno domenicale, la fede non aveva un grande spazio nella sua vita. La sua vita procedette normalmente, fino alla diagnosi dell’autismo di suo figlio. Dopo un iniziale periodo di spaesamento, però, il giovane tornò alla sua vita, senza paradossali cambiamenti. Solo tre anni dopo, Arthur si ammala gravemente, un tumore alle cellule renali lo scosse e il responso dei medici fu tragico: “non esiste cura, è possibile solo la via chirurgica”.

Una prima guarigione

Sua moglie, Judy, è una donna profondamente religiosa. Grazie a lei, Arthur iniziò a partecipare alla vita parrocchiale. Fu lei stessa a far partire una veglia di preghiera per suo marito, incoraggiando tutti i familiari. Arthur si sottopose all’operazione, che, contro ogni previsione andò molto bene. Tuttavia, come sostiene lo stesso Arthur, il decorso della malattia non lo aveva cambiato. Arthur continuò la sua normale e dignitosa vita, ma aveva rimesso, ancora una volta, la fede in un angolo.

La malattia si ripresenta

Passarono solo otto mesi e la malattia si ripresentò, ancora più aggressiva. Questa volta il responso medico fu ancora più grave, poiché sostennero di poter donare solo qualche mese di vita in più al giovane paziente. Sua moglie, forte della sua fede, non si arrese. L’esercito di preghiera fu ancora una volta ingaggiato e le veglie aumentarono. C’è di più: un amico di Arthur lo convinse ad intraprendere un viaggio a Medjugorje e, 10 giorni prima dell’intervento, Arthur, il suo amico e un altro conoscente, partirono per il suggestivo luogo in cui la Madonna appare da 35 anni.

Maria e la sua intercessione

A Medjugorje avvenne il miracolo. Il giorno della vigilia della Natività di Maria, Arthur sentì un intenso dolore al polmone e capì di essere stato guarito. La prima reazione del giovane fu quella di chiamare sua moglie e riferirgli l’accaduto. Chiese poi di prenotare un esame di controllo, esame rifiutato dai medici, perché «Un tumore non scompare da un giorno all’altro». Sua moglie convinse un altro medico, che accettò di effettuare l’esame. Prima di ripartire, i tre uomini incontrarono Nancy (residente a Medjugorje), che affermò al giovane: “tu starai bene”.

Arthur guarì di nuovo

A seguito del secondo esame effettuato, il giovane e sua moglie poterono constatare che la malattia era completamente scomparsa. Da quel giorno del 2000, la vita di Arthur è cambiata radicalmente. Dopo la seconda guarigione il giovane abbracciò la fede: «faccio di tutto – spiega il giovane – per introdurre la fede in ogni aspetto della vita». Arthur e Judy guidano da 15 anni un gruppo di preghiera in cui sono avvenute una serie di guarigioni, sia fisiche che spirituali, così come avvenuto al giovane americano.

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Fabio Amicosante

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