La testimonianza di fede incrollabile di Martina che ci insegna come anche il dolore più grande possa trasformarsi in un incontro d’amore che cambia tutto.

La storia di Martina, la giovanissima che nel buio profondo della malattia ha saputo scorgere una luce inaspettata, trovando la mano di Gesù stretta alla sua in ogni momento di prova.
Una terribile malattia da affrontare, la prospettiva della morte in un’età in cui di solito si ha tutta la vita davanti e un percorso di fede che proprio in questa prova così forte fiorisce e si espande. È la storia di Martina Gabbiani, adolescente di Carate Brianza, che a soli 16 anni è tornata alla Casa del Padre nel 2023 a causa di un tumore al cervello molto aggressivo.
A raccontare di lei sono i suoi genitori, Diego e Silvia, intervistati dalla rivista Il Timone. Hanno anche riportato un libro la storia della loro figlia volata in Cielo tanto presto. Come si evince già dal titolo, Martina – Hai rivegliato molti cuori, questa prova e questa morte hanno prodotto dei frutti, proprio quello del risveglio delle coscienze verso Dio.
Dalla tempesta dei dubbi all’abbraccio di Dio: il segreto dell’abbandono di Martina
Il cammino di fede della giovane Martina è andato avanti per gradi. Cresciuta in una famiglia appartenente a Comunione e Liberazione fino al manifestarsi della malattia la sua fede era ancora acerba. Aveva iniziato a frequentare i ragazzi di Gioventù Studentesca, e come tanti giovani aveva in testa dubbi e incertezze.

Ha avuto modo di confrontarsi proprio con questi ragazzi sulle domande di senso che affollavano il suo cuore. Per un periodo era restia nell’andare a Messa, ma nell’arco di pochi giorni, dopo aver avuto la diagnosi della malattia è tutto cambiato.
“Senti mamma, ma senza la fede la gente come fa a vivere queste cose?” ha chiesto a sua madre rivolgendo, dunque, il suo animo a Dio fin da subito. C’erano in momenti di sconforto e di abbattimento, quelli in cui chiedeva al Signore “perché proprio a me?“.
Ma la sua non è stata una ribellione, perché via via ha accolto in modo sempre più totale la croce che le era stata presentata e l’ha abbracciata con la certezza che rientrasse in un disegno di amore. È arrivato l’abbandono fiducioso ad un Dio che si fa sentire vicino.
La presenza di Dio nel suo cuore
Le parole di Martina prima di un intervento chirugico sono assolutamente esplicative del suo stato d’animo. “Voglio essere operata ancora perché sento Gesù al mio fianco. Non ho paura, Gesù mi vuole bene. Lui vuole le cose per il nostro bene, per questo sono tranquilla” ha detto ai genitori.
La relazione con il Signore si è sviluppata proprio nel dolore. Non un rifiuto, non una chiusura in se stessa, ma l’atteggiamento del cuore di questa adolescente è stato di fiducia. Anche man mano che le sue condizioni si aggravavano, la sua fede cresceva.
Non solo, ma era perfettamente cosciente dell’evoluzione del suo animo. Si può dire certamente che è avvenuta una conversione perché Martina spiegava: “Prima credevo perché me lo dicevano i miei genitori, adesso con la malattia credo perché ho fatto esperienza della presenza di Dio“.
Come qualche tempo fa papa Leone XIV ricordava consigliando un libro per nutrire il rapporto personale con il Signore, ciò che è fondamentale nella vita di fede è vivere la presenza di questo Dio che è Amore.
L’amore che si apre agli altri
Se prima della diagnosi Martina chiedeva: “Signore, promettimi che non mi stai fregando, promettimi che tu sei il Bene per me“, poi ne aveva la certezza. Quando la paura affiorava chiedeva ai genitori di recitare insieme il rosario o di essere portata a Messa.

L’amore che si è sviluppato nel cuore di Martina, in risposta all’Amore più grande che le veniva donato anche mediante quella prova, ha portato frutti. Con il suo comportamento ha ravvivato e confermato la fede degli altri, a cominciare dalla sua famiglia.
Gesti come l’attenzione per i mendicanti che magari incontrava per strada mentre lei, su una sedia a rotelle, avrebbe potuto pensare solo alla sua sofferenza e autocommiserarsi, colpivano i genitori. La mamma e il padre di Martina spiegano chiaramente come la fede della figlia li ha rafforzati e ha consentito loro di affrontare anche il dolore per la sua perdita.
Adesso hanno la certezza che Dio vince in qualunque circostanza, perché in Cristo ha già sconfitto la morte e con la sua Resurrezione tutta la realtà è stata salvata.







