Marshall Vian Summers: un Profeta di quale Dio? (parte seconda)

Marshall si dichiara Messaggero di Dio
Profeta: si o no?

“Per la maggior parte dell’anno, Marshall, risiede presso le Montagne Rocciose degli Stati Uniti, dove vive in relativa solitudine assistito dalla sua famiglia e dai membri di The Society for the New Message (La Società per il Nuovo Messaggio)”.
Il Sito documenta i pochi viaggi compiuti da Marshall Vian Summers, per ricevere, dalla Fonte, le rivelazioni e diffonderle; nel Sito si trovano anche gli audio-messaggi, relativi alle rivelazioni, in lingua originale.

Si parla dei “journey”, i viaggi in cui si palesa la rivelazione del Nuovo Messaggio di Dio, in certi luoghi precisi, e di “eventi”, ossia i raduni in cui tutto viene rivelato.
Si fa cenno, dunque, alla Comunità Mondiale (Worldwide Community – WWC) dei suoi adepti, aperta a chiunque, ad ogni popolo o religione, ad ogni tradizione o cultura: “La Comunità Mondiale è aperta a chiunque stia cercando di impegnarsi in modo sincero con i testi, gli insegnamenti e i percorsi del Nuovo Messaggio di Dio”.

E si danno molte altre notizie sull’autore: “Il Messaggero ha percorso una lunga e difficile strada per ricevere e presentare la più grande Rivelazione mai data alla famiglia umana. Ancora oggi la Voce della Rivelazione continua a fluire, attraverso il Messaggero, mentre lui affronta la grande sfida di portare la Nuova Rivelazione di Dio a un mondo travagliato e diviso”.

A questo proposito, non possiamo non far notare che anche quella di Nazareth era una famiglia, con il padre (San Giuseppe), la madre (la Vergine Maria), e Gesù (il figlio).
Maria e Giuseppe, nel custodire il Figlio di Dio e farlo crescere sano, in una società avversa alla “Rivelazione” del Messia, ebbero davvero un gran da fare.
Gesù, poi, affrontò una sfida ancora più importante di qualche viaggio all’estero, per dimostrare alle genti la veridicità delle sue Parole: lui arrivo fino agli inferi, solo per riscattarci da Satana e dalla morte eterne.

Chi è come Dio?

Fino a qui, dando un occhiata a questa o a quella sezione del Sito in questione, la parola “Dio” è stra-usata, ma mai si parla di Gesù, ben che meno della Madonna.
Viene da domandarsi: Che Dio vuole, allora, annunciarci questo signor Marshall Vian Summers e perché continua a sottolineare l’espressione “Comunità Più Grande di mondi in cui vivete”?

Marshall Vian Summers scrive: “Qua è importante non confondere Dio con la religione, perché molte cose terribili sono state fatte nel nome della religione e nel nome di Dio. Ma Dio esiste, di gran lunga al di là di tutte queste cose, di gran lunga al di là dell’errore, di gran lunga al di là dell’immaginazione umana, di gran lunga al di là dell’invenzione umana e di gran lunga al di là della corruzione umana”.
Sappiamo che non è la definizione di religione ad aver causato errori all’umanità, ma il cuore dell’uomo, che sceglie di praticare il male.
Noi cristiani non relativizziamo il concetto di religione, dicendo che ogni spiritualità è opportuna -questo sia chiaro. Noi crediamo che la Verità è una ed è una Persona.

A voler proseguire nella lettura del testo di Marshall Vian Summers, si annusa una certa propensione alla teoria della legge dell’attrazione e similari, basata su concetti che presuppongono la presenza di spiriti/esseri pseudo alieni nell’universo che, come forme intelligenti (più di noi), guiderebbero la vita sulla terra.
“È necessario adesso che voi consideriate Dio nell’ambito della più grande arena di vita intelligente in cui vivete, che include tutta la vita in questo mondo, ma si estende oltre, fino alla Comunità Più Grande (l’universo)”.
Se le parole di Marshall Vian Summers, hanno affascinato qualche cristiano, forse è il caso di ribadire uno dei primi Comandamenti della nostra fede, che esplicitamente dice: “Non nominare il nome di Dio invano”.

Su una cosa, però, possiamo essere d’accordo col Messaggero, su presupposto: Dio esiste. Cerchiamo, quindi, di comprenderne il senso, la missione, scegliendo (o meno, secondo il libero arbitrio di cui tutti possiamo usufruire) di lasciare che il suo progetto per gli uomini si realizzi, anche attraverso di noi, ma solo dopo aver accettato, e senza riserve, l’identificazione di Dio con la Trinità.

Antonella Sanicanti