Ma quando si viene a conoscenza di una gravissima malattia, che fare?
La storia di una mamma che ha scelto, nonostante tutto, la via della vita.
La vita ci riserva sempre delle storie incredibili, molte volte senza spiegazione e davvero guidate dall’alto. Questa è la storia di una donna, Simone, che dopo una figlia di 3 anni, scopre di essere di nuovo incinta. Ma una grave notizia la attende: il bambino ha una grave malattia. La calotta cranica non era chiusa, portando così a un encefalocele occipitale, agenesia renale, spina bifida e microcefalia.
Qualcun’altra avrebbe deciso di abortire…ma Simone no. Lei e suo marito decidono di tenere il bambino: “E’ un dono che ci ha dato Dio, e solo lui ce lo può togliere” – hanno dichiarato. Un vero e proprio atto di amore, oltre che di coraggio allo stesso tempo.
Lunghe sofferenze, fino all’arrivo del momento della nascita. Alla 36esima settimana, Simone si sente male, ha forti dolori a una gamba. Ricoverata in ospedale, le diagnosticano una trombosi. Fino a quando il medico le si avvicina per sussurrarle: “Il suo bimbo l’ha salvata. La sua gravidanza ha esercitato una pressione e ha impedito che il coagulo si spostasse. Poteva esserle fatale…se non ci fosse stato il suo bambino”.
A queste parole, Simone si sente ancora più convinta della sua scelta. Il suo piccolo Lucas nasce nel mese di maggio, ma lei non l’ha potuto vedere immediatamente: è stata colpita da una forte emorragia ed era in terapia intensiva al momento del parto: “Mi hanno raccontato che era bello e non aveva segni di malformazioni. Un vero e proprio segno divino”.
Il bambino morirà solo 30 minuti dopo il parto, ma il segno da Dio, Simone lo ha avuto e come.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: il sussidiario.net
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