Malato terminale scrive una splendida lettera alla figlia: “Ci sarò con lo spirito”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:56

Un uomo conscio che il propri cammino sta per giungere al termine, è malato terminale di cancro, ha scritto una bella e lunga lettera alla figlia.

All’interno di quello scritto ispirato dall’amore paterno ci sono considerazioni sulla vita e sulla famiglia e consigli su come affrontare le difficoltà tipiche della crescita.

Il sogno infranto di un padre

Il desiderio di qualsiasi genitore è quello di vedere crescere i propri figli, vederli realizzati e attorniati da amici e da persone che vogliono loro bene. Nel percorso che porta a quel bellissimo traguardo, i genitori sono le figure chiave a cui appoggiarsi quando c’è una difficoltà, quelli a cui chiedere consiglio, quelli da cui tornare quando c’è un dispiacere e la vita sembra troppo difficile da affrontare.

In un padre ed in una madre è sempre presente la voglia di accudire il figlio, dargli armi con le quali proteggersi dalla malignità del mondo e delle altre persone. Ma anche quella di essere presente nei momenti di felicità, quando si sposeranno, quando otterranno il diploma (la laurea) o quando avranno un figlio. In quei momenti, infatti, si rafforza il legame, si condivide la felicità, il traguardo raggiunto e le speranze future. Per Tom Attwater, giovane padre malato terminale di cancro, il sogno di veder crescere la sua Kelli purtroppo non si avvererà.

Papà malato terminale scrive una lettera alla sua bambina

Prima che la malattia gli impedisse di farlo, Tom ha deciso di scrivere una lettera alla sua Kelli. In questa ha prima di tutto condiviso una riflessione sul suo destino amaro e sulla vita: “Cara Kelli! Mi dispiace così tanto di non riuscire a vederti crescere come vorrei. Ti prego, non incolpare le persone o il mondo per questo. A volte, avere una vita lunga è semplicemente questione di fortuna e la mia si sta esaurendo. Vorrei trovare le parole per farti sentire meglio. Vorrei non aver avuto il cancro così che non ci fosse il bisogno di vedermi soffrire come spesso capita ora. Vorrei che tante cose fossero state diverse, ma non lo sono”.

L’uomo spiega che a differenza di altri padri e figlie, loro non avranno modo di parlare di tante cose, di condividere i momenti belli e quelli brutti. Motivo per cui le lascia alcuni consigli per affrontare gli anni successivi. Il primo riguarda la scuola: “Tutti ti diranno che sarà vitale lavorare sodo a scuola. Spero tu possa fare sempre del tuo meglio. Impegnarsi a scuola È importante, ma assicurati anche di divertirti“. Il secondo consiglio riguarda i ragazzi ed il momento in cui da amici “puzzolenti” diventeranno sconosciuti attraenti. Tom mette in guardia la figlia e le consiglia di sceglierli con due criteri: come la trattano e come si comportano in generale.

La famiglia e la mamma

Se si comportano bene, infatti, la faranno stare bene e se sanno comportarsi, potranno legare con il resto della sua famiglia. Proprio la famiglia è il fulcro di un altro consiglio: “Niente è più importante della famiglia e dei valori che sa darci. Niente”. Capitolo a parte per la mamma: “Ricordati che lei ti adora e che vuole il meglio per te. Abbracciala quando la vedi triste e aiutatevi a vicenda a superare i momenti più difficili, soprattutto quando me ne sarò andato. Quando sarai un’adolescente sarai portata a pensare che i tuoi amici abbiano sempre ragione e che tua madre si sbaglia. Lei deve prendere decisioni difficili per te e, più di ogni altro amico che potrai mai avere, ha a cuore i tuoi interessi. Trattala bene”.

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Luca Scapatello

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