I MALATI VANNO NEI PELLEGRINAGGI PIU’ PER RINGRAZIARE CHE PER GUARIRE, PUO’ SEMBRARE IMPOSSIBILE MA E’ COSI’

I grandi santuari europei come Fatima e Lourdes sono la meta preferita dei pellegrini in particolar modo di coloro che, affetti da una malattia, vogliono condividere il proprio dolore con Dio e la Madonna. Si pensa sovente che questa seconda categoria di pellegrini, i malati terminali, vadano in pellegrinaggio alla ricerca della grazia, ma un sondaggio effettuato da Unitalsi dimostra che questa opzione, non solo non è l’unica, ma non è nemmeno la principale.

Il sondaggio in questione è stato fatto su un campione di 500 pellegrini affetti da malattie gravi. Il questionario era da compilare in forma anonima e presentava 16 possibilità di scelta. Questo fa supporre che questi uomini o donne non avessero alcun motivo di falsare la risposta al testo proposto. Passando ai risultati è interessante notare come la prima ragione che spinge questi pellegrini a partire per i santuari è quella di offrire il proprio ringraziamento (il 76% dei pellegrini parte per questo), seguita dall’atto di speranza (il 69 %), dalla condivisione della propria fede (68%), e dal sentirsi vicini a Dio (65%). Sorprendente è osservare come il chiedere una grazia sia al quattordicesimo posto con solo il 40% dei pellegrini che parte con questo intento.

La statistica presentata fornisce un dato importante sulla funzione dei santuari e dei pellegrinaggi che non sono, come tutti credono, un luogo dove alimentare una speranza di guarigione, ma un posto dove condividere la propria fede e la propria malattia con persone che soffrono le medesime pene (il 56% dei pellegrini parte per questo). I risultati ottenuti, quindi, rinvigoriscono il significato del messaggio di Fatima ed è per questo motivo che sono stati presentati al convegno ‘Significato del messaggio dopo 100 anni’ che si è tenuto nella cittadina portoghese lo scorso 5 aprile.

Intervistato per l’occasione, Antonio Diella, presidente italiano di Unitalsi, si è detto soddisfatto dei risultati del sondaggio aggiungendo che sono uno sprone per continuare la loro opera benefica: “L’Unitalsi può vivere questa straordinaria esperienza di compagnia con chi soffre, ma non per intristirsi, anzi, per comunicare una possibilità di gioia e viverla insieme a chi ha questo grande problema della salute che comincia a mancare, della sofferenza e della solitudine, che può però essere vinta “.

Gli fa eco Federico Baiocco, responsabile dei medici italiani Unitalsi, che riguardo al sondaggio dice: ”Abbiamo voluto però anche cercare di comprendere i motivi per cui persone con malattie plurime scelgono di partecipare a un pellegrinaggio Unitalsi. È sorprendente scoprire che lo fanno in primo luogo per ringraziare. Questo dimostra come noi operatori sanitari dobbiamo essere sempre più capaci di accogliere il messaggio di Fatima, il messaggio di Lourdes, e che questo ci deve servire per diventare ancora più attenti nell’accoglienza e nella cura delle persone che soffrono”.