Madonnina di Civitavecchia lacrimò sangue tra le mani del Vescovo

Un evento straordinario che sconvolse e stupì tutti allo stesso tempo. Tanti i pellegrini che accorsero, ma il Vescovo era molto scettico.

madonnina civitavecchia
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La lacrimazione della Madonnina di Civitavecchia: 26 anni fa il prodigio. Lacrime che “scesero” ben 14 volte a cominciare dal 2 febbraio 1995. Ma ciò che colpì fortemente fu quella del 15 marzo: la Madonnina lacrimò proprio fra le mani di colui che non credeva a quell’evento.

Madonnina di Civitavecchia: il Vescovo scettico

Era il 15 marzo del 1995, l’ultima delle 14 lacrimazioni della Madonnina di Civitavecchia. Lì c’era Monsignor Grillo, allora alla guida della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia. Lui era scettico su questo miracolo: come era possibile che una piccola statua di gesso, raffigurante la Vergine Maria, proveniente da Medjugorie, avesse pianto davvero?

Un prodigio inspiegabile per lui, ma poi è avvenuto l’impensabile. L’ultima delle lacrimazioni è avvenuta proprio tra le mani di Monsignor Grillo. E, come racconta chi era presente, “per poco, non ebbe un infarto”.

Cosa accadde nel 1995

Ma partiamo dall’inizio. Era il 2 febbraio del 1995 quando una statuetta raffigurante la Vergine Maria, e proveniente da Medjugorje, iniziò a lacrimare sangue. La statua era nella casa della famiglia Gregori. Un caso che sconvolse l’Italia intera e che portò tutti i fedeli a gridare al miracolo.

Questa “lacrima” partiva dagli occhi e finiva dritto al cuore. Fu la figlia dei Gregori, Jessica, ad avvertire suo padre di aver visto il volto della statua di Maria rigato dalle lacrime. La sera del 3 febbraio, il fatto si ripeté davanti ad alcuni testimoni, e proseguì nei giorni successivi. Fino al 15 marzo.

Qualche anno fa, lo stesso Monsignor Grillo dichiarò in un’intervista: “Posso raccontare un episodio inedito: pochi mesi dopo l’inizio del fenomeno fui ricevuto in udienza insieme ad altri vescovi. Giovanni Paolo II mi chiese: “Lacrima ancora la Madonnina?“. Io mi mostrai un po’ scettico. Lui mi guardò e disse: “Voi vescovi italiani avete la testa dura“.

Mons. Grillo scriveva sul suo diario: “Perché imbrattare gli oggetti sacri?”

E in effetti, lui era molto scettico sulla situazione, tanto che nel suo diario annotava: “Che brutta storia quella delle Madonne che piangono. C’è sempre qualche burlone che si prende lo sfizio di imbrattare gli oggetti sacri. Poveri noi, dove siamo capitati. Con il parroco che va dietro anche a queste stupidaggini”. Fa prelevare la statua per sottoporla a tutti gli esami scientifici per accertare il caso. Non c’erano trucchi che potevano attestare “qualche marchingegno” per far lacrimare l’immagine sacra. Ma davanti all’ultima lacrimazione, avvenuta proprio nelle sue mani, il Vescovo non poter far altro che credere.

monsignor grillo con in mano la statua della madonnina
Monsignor Grillo, allora Vescovo di Civitavecchia – photo web source

“Maria, con le sue lacrime di sangue, ha lanciato un messaggio”

Padre Flavio Ubodi, 75 anni, teologo cappuccino, è stato vicepresidente della Commissione teologica diocesana incaricata di investigare sul caso, ed è autore del libro “Civitavecchia: 25 anni con Maria”: “Una madre che piange è una madre preoccupata per la sorte dei suoi figli. Se piange sangue vuol dire che la situazione è drammatica. E infatti, nei messaggi affidati alla famiglia Gregori, la Madonna evidenzia tre preoccupazioni: quella per la famiglia, aggredita dalle potenze del male e a rischio disgregazione […]

Quella per la Chiesa che in futuro avrebbe subito attacchi terribili dal suo interno, dal modernismo al relativismo etico alle lotte intestine tra vescovi e cardinali […] Quella per l’umanità che ha imboccato una strada che può portarla alla distruzione completa” – racconta in un’intervista.

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Maria si è manifestata in un momento difficile per la storia della Chiesa ed ha voluto lasciare un messaggio ben chiaro, come racconta Padre Flavio. In occasione dell’anniversario dell’ultima lacrimazione, questo particolare episodio torna alla mente.

Lei, la Vergine Maria, ha chiamato a sé anche chi era più scettico, facendolo ricredere. Maria può tutto.

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ROSALIA GIGLIANO

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