Nel marzo 1944 i bombardamenti non risparmiano nemmeno la zona vaticana. L’immagine della Madonna delle Bombe rimane miracolosamente illesa malgrado la pioggia di ordigni dal cielo.

Su un muro del palazzo del Sant’Uffizio, a Roma, si trova un affresco sette-ottocentesco che raffigura una «Madonna delle Grazie»: una tenera Vergine col Bambino benedicente nota anche col particolare soprannome di «Madonna delle bombe». Per capire come sia nato bisogna partire da un fatto miracoloso accaduto nei drammatici anni della Seconda guerra mondiale.
L’immagine della Madonna si mostra agli sguardi dei passanti tra il palazzo del Sant’Uffizio e l’ingresso del Pontificio Oratorio di S. Pietro, all’interno di un tratto di muro racchiuso da un piccolo giardino. Il soprannome di «Madonna delle bombe» si deve al fatto di essere rimasta miracolosamente incolume in mezzo al pesantissimo bombardamento che a inizio del mese di marzo 1944 colpì gli edifici che danno su Piazza del Sant’Uffizio.
Ecco cosa successe: verso l’ora di cena del 1º marzo 1944 (erano circa le otto di sera), un violento bombardamento aereo si abbatté sulla zona, a poca distanza dalla residenza papale. In tutto furono sganciate ben sei bombe che esplosero sugli edifici crivellando la piazza e la facciata del palazzo del Sant’Uffizio. Colpendo il palazzo, le schegge penetrarono anche negli appartamenti e mandarono i vetri in mille pezzi.
L’immagine della Madonna delle Bombe sopravvive al violento bombardamento
Andarono in frantumi tutti i vetri. Tranne uno: quello che proteggeva l’affresco della Madonna delle Grazie, rimasto incredibilmente intatto in mezzo alla fitta serie di colpi, ben visibili intorno all’immagine miracolosamente illesa. Tutt’intorno c’erano i segni della devastazione arrecata dagli ordigni, che segnavano le mura circostanti.
Nessuna scheggia però riuscì a sfiorare la Madonna col Bambino. Un’impressionante cornice composta dai segni delle schegge contornava l’icona mariana. Il popolo romano lesse il fatto come un segno della mano protettrice di Maria sulla Città Eterna. In seguito l’Oratorio di S. Pietro dispose di sistemare l’immagine della Madonna delle Grazie in una nuova cornice marmorea.

L’icona fu abbellita posizionandole ai lati, come protezione, due grandi angeli di marmo con degli scudi chiodati. A ricordare quanto accaduto il 1° marzo 1944 c’è Un’iscrizione sottostante: “Ab angelis defensa – Kal. Mart. A. D. MCMXLIV”. Gli abitanti di Roma hanno voluto manifestare così la loro filiale gratitudine alla Vergine, affidandosi alla sua materna intercessione.
Anche noi abbiamo bisogno di rivolgerci a Maria, in un momento dove i venti di guerra sono tornati a soffiare forte sull’umanità nel tempo che papa Francesco ha definito della «terza guerra mondiale a pezzi». Un fatto come quello accaduto il 1° marzo del 1944 ci ricorda che la divina Provvidenza non ha smesso di guidare le vicende umane.
Più che mai nei frangenti più tormentati e bui il Signore della storia manifesta la propria presenza attraverso il volto di Maria, la Madre che mai può abbandonare i suoi figli.
Preghiera alla Madonna delle Bombe
Dolce Vergine Maria, tu che sei Regina della Pace, dona a noi la pace che viene da Dio. Riporta i nostri cuori al Cuore di tuo Figlio, cosicché possano essere al sicuro dalle intemperie della vita e dagli attacchi nefasti del maligno.
Proteggici dalla guerra, o Maria, Converti i cuori degli uomini, affinché vivano tutti nella pace che Gesù ci ha donato. Amen.







