L’ultimo Video Shock di Jovanotti “Sabato” da CENSURARE ??

Cosa vuole dirci Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, nel video che illustra la canzone “Sabato”? Il filmato è un crocevia di scene viste molte volte: un luna park, la notte, le luci e in questo scenario circense dei ragazzi con la loro noia, la violenza, la ribellione fine a se stessa, il sesso facile. Luoghi comuni di cui si aggira un giovanilismo nato vecchio, chiuso nell’antagonismo, nel rancore muto e involuto. Un cibo stantio offerto come fosse buono, un veleno che fa perdere anni e strade. Ma Lorenzo lustra la sua bigiotteria e si si prodiga per venderci qualcosa. Le immagini sono iperrealistiche, i colori saturi. Tutto è curato, anche troppo. Ma ci si accorge presto qui non conta solo il prodotto – vendere una canzone, alla fine tutto si dovrebbe ridurre a questo – mentre nel video è in gioco sopratutto il messaggio da trasmettere. Osserviamo le immagini che accompagnano il brano: ci sono dei ragazzi. Sono annoiati, rancorosi, attendono, Uno di loro si ciba di un sandwich con voracità bestiale. Un altro è tatuato, al punto da apparire sfigurato. In pieno viso la testa di una canide dal colore nero: è Anubi, la divinità egizia dell’oltretomba, un demone adorato dai satanisti. Ma è un attimo, perché la musica sardonica, monotona singhiozzante ci conduce subito da Lorenzo: sembra un imbonitore da fiera, un Tony Manero di provincia, un cantore della disperazione. “Sabato, sabato “ ripete, magro e triste: balla il cinquantenne Lorenzo, tra donne dal trucco pesante, fregiate di nero e di rosso come se i suoi cinquanta anni non li volesse . Non c’è ironia, né gioia nel suo dimenarsi. E’ come avvolto in una nebbia. Ci sono altre immagini che ruotano intorno a Lorenzo. Due adolescenti che fuggono, un ragazzo e una ragazza, cercati da un ragazzo più grande di età, sanguinante. Si nascondono. Lui fuma con lei a seno nudo sulle sua gambe le prende la testa e la porta a contatto giù sull’inguine. Le scene successive sono sesso esplicito (un video visibile da chiunque a tutte le ore del giorno) “E’sempre sabato sera quando non si lavora, anche di lunedì sera, è sempre sabato” canta Jovanotti. Si vede la mano tatuata con un serpente e dei numeri romani di stampo satanico del ragazzo (o ragazza questo anche non è ben decifrabile). I due fuggono ancora, inseguiti in un luogo che sembra un labirinto di specchi. All’ingresso una donna che fa la calza. E’ dietro il vetro, dovrebbe essere la bigliettaia, ma non fa caso a nulla. Vicino a lei un cartello “vietato correre”. E i ragazzi senza rispetto del divieto corrono, invece. I due adolescenti vengono fermati. Si rivede il ragazzo che li inseguiva. Lui e l’adolescente si spintonano. Il ragazzo/ragazza (solo alla fine ne avrete l’idea reale) più giovane afferra una bottiglia e lo colpisce. Si divincola, prende con se la ragazzina e fuggono. “E’sempre sabato sera, quando non si lavora, anche di lunedì sera, è sempre sabato. Vorrei che presto tornasse lunedì. Per un giorno sai, possiamo essere eroi come in un sabato sera in provincia che sembra tutto finito poi ricomincia” canta ancora Lorenzo mentre una bambina, truccata come una donna, balla sul palco muovendosi proprio come una donna, con una cuffia sulla testa, chiusa nel suo mondo, lontana da quella realtà che la circonda.  Si vede dopo un incontro di boxe clandestino senza guantoni, dove una folla incanaglita urla, scommette sul sangue versato dai contendenti.  Ci sono anche i due ragazzi, lui e lei. Non sembrano dire nulla; lui la prende per la testa, con rabbia trattenuta. Si vede un prete, laido, chinato a lucidare un’auto di lusso, come in preghiera, ad idolatrarla. I ragazzi sono ad un tiro a segno ridono, si appartano. Dopo c’è come uno stacco e si vede un “ragazzo/ragazza” (chi non conosce l’attore fa grande difficoltà nel capirlo) dentro un bagno pubblico, che  pallida, truccata, tacchi 12 Si spoglia: è l’adolescente inseguito delle sequenze precedenti. Lo si riconosce dal tatuaggio. Poco dopo è in un vicolo. Incontra il ragazzo di prima quello che sembrava contendergli la compagna e con cui era venuto alla mani. Si baciano con passione in bocca. Fine.

Torniamo alla domanda iniziale: cosa vuole dirci Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti? La risposta è lui stesso a dircela, ripetendo ossessivamente la parola “Sabato” che è la radice linguistica da cui deriva la parola “Sabba”. Ed è proprio un Sabba quello che il video descrive. Il punto è che Lorenzo non prende posizione sulla violenza, lo smarrimento e la confusione descritte: si limita a rappresentare uno scempio. C’è un aspetto che colpisce più di altri nel video. Le persone non parlano: sembrano solo gridare: di collera, di dolore o paura. Tacciono. E anche Lorenzo. Canta, ma tace in realtà. Un uomo di cinquant’anni, un padre con una figlia adolescente, balla su un palco tra la violenza e l’orrore e non dice nulla, sembra non porsi il problema che un filmato ed una canzone del genere può rappresentare: Sabba, Anubi, sesso, sangue, violenza e promiscuità possono diventare uno specchietto per le allodole di ragazzini fragili e meno fortunati di quanto lo è stato lui. Si può invecchiare e maturare come artisti e come uomini. Si possono accettare valori che l’irruenza della giovinezza disdegnava, senza perdere un’oncia della capacità di affascinare. Arte e saggezza non sono nemici. In quel video Lorenzo sembra un giovane vecchissimo e un vecchio senza senno, insipido, un interlocutore “senza arte né parte” perché l’arte è prendere posizione: ogni parola, ogni rappresentazione implica una responsabilità. E’ questo che il vecchio Cherubini sembra non voglia assumersi, descrivendo il male in maniera così acritica e pavida da sembrarne un subdolo complice o forse semplice servitore…
In una recente intervista a Vanity fair – La Fiera della Vanità, e non sembra un caso – Lorenzo parla di sua figlia. Dice quanto sia stata fortunata, lei e le sue coetanee, ad avere così tanta libertà. Ci piace pensare che lei e i nostri ragazzi ne facciano buon uso di quella libertà. E ci dispiace constare che il brano e le immagini di “Sabato” non li aiuteranno a fare le scelte che il nostro amore per loro vorrebbe fossero compiute.
Lorenzo ma sei tu…?

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