La legge dichiara l’aborto un crimine ma il “cattolico” Biden va su tutte le furie

Introdotta negli Usa una legge che impedisce l’aborto dopo la rilevazione del battito cardiaco del feto, ma a Biden questo non va giù. 

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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden – photo web source

La legge infatti, varata in Texas, che impedisce l’interruzione di gravidanza dopo sei settimane, evitando in questo modo l’uccisione del bambino già formato – e la prova ne è il battito del cuoricino – nella pancia della mamma, e per questa ragione non è stata bloccata dalla Corte Suprema. Una sentenza che gli antiabortisti e gli attivisti pro-life vedono come una conquista di civiltà.

Il presidente Biden, sedicente cattolico, vuole l’aborto

Tuttavia, il presidente Joe Biden, fin da subito dichiaratosi cattolico nonché sostenitore e amico personale di Papa Francesco, nonostante le critiche di una buona parte del mondo cattolico ed ecclesiale americano (tra cui è in atto una discussione se sia giusto o meno che Biden riceva la Comunione), si è pesantemente scagliato contro la legge. Segno che le grandi multinazionali dell’aborto, tra cui Planned Parenthood, non devono avere preso affatto bene la sentenza.

Biden ha infatti definito la legge “estrema” affermando che a suo giudizio viola “palesemente” i diritti delle donne e “danneggia in maniera significativa” l’accesso delle donne alle cure mediche. A 48 anni dalla celebre sentenza della Corte suprema americana “Roe vs Wade”, che stabiliva arbitrariamente quello che veniva indicato come una sorta di “diritto” costituzionale all’aborto, uno Stato americano ha perciò rialzato la testa e ha messo al bando questa sentenza contro la vita.

Cosa è successo nella notte in cui si è introdotta la legge anti-aborto

I pro-abortisti affermano che la donna in quel periodo potrebbe ancora non essere consapevole di essere in cinta, e che questo giustificherebbe il ricorso all’aborto. L’ultima donna che ha abortito in Texas si è sottoposta alla procedura martedì notte, a qualche minuto prima della mezzanotte in cui è entrata in vigore la legge firmata a maggio del governatore repubblicano Greg Abbott. Fuori dalla clinica, gruppi di manifestanti pro-vita che vigilavano attentamente che dallo scoccare della mezzanotte la pratica dell’aborto venisse finalmente interrotta.  

Le cliniche hanno provato in tutti i modi a bloccare la nuova legge, ad esempio con un’appello di emergenza in cui affermavano che “immediatamente e catastroficamente ridotto l’accesso ad almeno l’85 per cento dei pazienti, costringendo alla fine le cliniche a chiudere”. Il Senate Bill 8 è congegnato apposta per rendere difficile la sua contestazione davanti a un tribunale da parte delle strutture sanitarie.

I privati cittadini possono denunciare chi ha istigato o procurato l’aborto

Ora l’invito è ai privati cittadini a denunciare chi ha favorito l’aborto in un’altra persino, dando persino una ricompensa, nel caso in cui si svolga questo dovere civico, pari a diecimila dollari. Biden ha definito tutto questo “oltraggioso”, segno che il suo definirsi cattolico non sia proprio in linea con quanto affermato dalla Chiesa e dalla dottrina cattolica. 

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“Funziona così: di solito a implementare la legge sono i funzionari dello Stato, che quindi possono essere citati in tribunale, come fanno puntualmente le cliniche e le organizzazioni per il diritto all’aborto negli Stati con regole molto restrittive. In questo caso ai funzionari è vietato quel ruolo, ma la legge incarica i privati di fare causa a chiunque esegua la procedura, o ne favorisca l’esecuzione. Potenzialmente da tutto lo staff medico a chi accompagna il paziente in ospedale”, spiega il Corriere della Sera.

Dopo la legge sul “battito del cuore” lo scontro politico è aperto

Ora, quello che è stato ribattezzato il ‘Heartbeat Act’, la legge sul battito del cuore, annulla la sentenza del 1973 consentendo la lotta contro l’aborto e impedendo così le interruzioni di gravidanza. Di esaminare il ricorso presentato dagli attivisti proaborto la Corte Suprema, a maggioranza conservatrice grazie alle nomine effettuate dall’ex presidente Donald Trump, non ne ha voluto giustamente sapere.

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Dall’altro lato, Biden assicura i pro-aborto affermando che la sua amministrazione “proteggerà e difenderà” il sedicente diritto all’aborto fino alla 22esima-24esima settimana, segnando una divisione profonda e lacerante tra Stati progressisti e quelli repubblicani, segno di un malessere profondo nel Paese che, ad esempio dopo il ritiro delle truppe dall’Afghanistan che ha provocato l’uccisione di diversi soldati e lo sfollamento di milioni di afghani, e che ha preceduto le parole di “vendetta” dello stesso Biden per un errore tra l’altro compiuto da lui stesso, stando ai sondaggi non è mai stato così scontento del proprio presidente eletto.

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Lo scontro tra democratici e repubblicani è destinato a crescere pesantemente nel prossimo autunno. Nel frattempo, gli attivisti cattolici e pro-vita possono rallegrarsi di questo piccolo passo a favore della vita umana. Diceva infatti Madre Teresa di Calcutta: “Se una madre può uccidere il proprio figlio nella culla del suo grembo, chi potrà fermare me e te dall’ucciderci reciprocamente?”. 

Giovanni Bernardi

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