C’è un’unione spirituale tra la Patrona d’Italia e la giovane badessa di Montepulciano. Scopriamo la storia del misterioso incontro tra Santa Caterina da Siena e Santa Agnese, avvenuto in modo prodigioso dopo la morte.

Ci sono storie di legami così profondi che non hanno bisogno della contemporaneità per esistere. Quella tra Santa Caterina da Siena e Sant’Agnese di Montepulciano è una di questi: un’amicizia spirituale e mistica che ha unito due delle figure più straordinarie dell’ordine domenicano, nonostante Agnese fosse tornata alla Casa del Padre trent’anni prima della nascita di Caterina.
Lo straordinario legame tra Santa Caterina da Siena e Sant’Agnese di Montepulciano
Nonostante Sant’Agnese fosse tornata alla Casa del Padre nel 1317, esattamente trent’anni prima della nascita di Santa Caterina, avvenuta nel 1347, la considerava Agnese la sua “madre spirituale”. La giovane senese vedeva nella badessa di Montepulciano un modello di fede e di forza nel Signore. Per Caterina, Agnese non era solo una santa del passato da venerare, ma una presenza viva, una guida con cui dialogare nel silenzio della preghiera e di cui seguire l’esempio.
Il miracolo del bacio: il sigillo di un’unione tra le due Sante
L’episodio più celebre e commovente di questo legame avvenne quando Santa Caterina si recò in pellegrinaggio a Montepulciano. Desiderava pregare davanti al corpo di Agnese, rimasto miracolosamente incorrotto e mirabile a tutti dopo la sua prima esumazione avvenuta quasi 50 anni dopo la morte, come narrato nell’articolo del santo del giorno a lei dedicato.

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Caterina desiderava pregare davanti al corpo di Agnese, rimasto miracolosamente incorrotto. Secondo il beato Raimondo da Capua, confessore e biografo di Caterina che narrò l’evento nella Legenda Maior, il corpo della badessa era ancora intatto quando Caterina lo visitò nel 1374.
Mentre Caterina si inchinava con profonda umiltà per baciare il piede della Santa, accadde un prodigio che impressionò anche i presenti : il piede di Sant’Agnese si sollevò da solo, elevandosi verso Caterina. Non fu solo uno straordinario miracolo visibile a tutti, ma il segno di un legame spirituale che andava oltre la morte.: la “madre” accoglieva la “figlia”.
Tanti i segni del cielo
I racconti dell’epoca narrano che durante le visite di Caterina al santuario che custodisce le spoglie di Sant’Agnese, si manifestassero spesso segni celesti, come la caduta di una “manna” bianchissima a forma di piccoli gigli. Questi fenomeni sottolineavano la comunione d’intenti e di spirito tra le due donne: entrambe avevano donato la propria vita a Cristo, entrambe erano state pilastri di carità e misticismo in una terra toscana che ancora oggi respira la loro santità.
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Perché questo legame parla a noi oggi
La storia che unisce Santa Caterina e Sant’Agnese ci insegna che la comunione dei santi è una realtà spirituale, che professiamo come cattolici nel Credo, che unisce cielo e terra in un abbraccio di amore, sostegno reciproco e condivisione fraterna. In un mondo tanto diviso, il loro legame ci ricorda che la fede unisce e crea fratellanza, quindi unità.







