Lecce: cancellato il concerto di Povia per le proteste della comunità LGBT

Lecce: cancellato il concerto di Povia per le proteste della comunità LGBT
Povia

Il cantante Povia è divenuto da tempo un portavoce dell’istante della comunità cattolica in Italia. Per questo motivo l’idea di un concerto in piazza a Lecce il prossimo 20 aprile, in occasione di una manifestazione di beneficenza dell’associazione Lorenzo Risolo (associazione che si occupa della raccolta fondi per la ricerca su malattie terminali e dell’assistenza alla cura dei malati) è stata accolta con forte dissenso dalla comunità LGBT della città salentina.

Sin dal Sanremo in cui Povia ha presentato la canzone ‘Luca era gay’, trasposizione canora della storia di un ragazzo che pensava di essere omosessuale e che con il tempo si è reso conto che quella convinzione era dovuta a traumi psicologici, il cantante è inviso alla comunità omosessuale italiana. Gli omosessuali criticano la posizione assolutista secondo cui ogni gay dovrebbe essere tale solo in base a dei traumi psicologici e rivendicano la loro appartenenza sessuale ad una condizione di natura.

Le proteste della comunità LGBT e la cancellazione del concerto

Con simile premesse, la lotta nei confronti di una esibizione live di Povia era inevitabile, ma nessuno forse si sarebbe atteso che il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, si sarebbe opposto apertamente al concerto dichiarando di non patrocinare la manifestazione di beneficenza e che alla fine l’associazione Lorenzo Risolo avrebbe dovuto cambiare i programmi e cancellare il concerto.

Proprio di questi giorni, invece, è la notizia che la manifestazione e la raccolta fondi sono state confermate a differenza della partecipazione del cantante. A darne notizia è lo stesso Povia che su Facebook si scaglia apertamente contro il sindaco Salvemini, l’Arcigay di Lecce,  l’Aegedo Lecce e Lea, ovvero le associazioni che hanno chiesto sin da principio di non fare esibire il cantante perché offensivo nei confronti della comunità omosessuale. Nel post il cantante afferma che c’è una “Mafia culturale” esercitata dalla comunità LGBT contro cui si dovrebbe lottare.

Luca Scapatello