Le Seduzioni del male nei Mass Media.

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“O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor. 6,9 seg.).

“Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio” (Gal. 5,19).

“…..Gesù riassume tutte queste figure e le reinterpreta. Solamente in Lui e attraverso Lui prendiamo coscienza del male ed invochiamo il Padre per esserne liberati. Nella preghiera del Padre Nostro si fa esplicito il riferimento al male; il termine poneròs (Mt 6,13) che di per sé è una forma aggettivale, qui può indicare una personificazione del male. Questo è provocato nel mondo da quell’essere spirituale, chiamato dalla Rivelazione biblica Diavolo o Satana, che si è posto deliberatamente contro Dio (cfr CCC, 2851 s.). La “malignità” umana costituita dal demoniaco o suscitata dal suo influsso, si presenta anche ai nostri giorni in forma allettante, seducendo le menti e i cuori, così da far perdere il senso stesso del male e del peccato. Si tratta di quel “mistero di iniquità” di cui parla S. Paolo (cfr 2 Ts 2,7). Esso è certamente legato alla libertà dell’uomo, “ma dentro il suo stesso spessore umano agiscono fattori, per i quali esso si situa al di là dell’umano, nella stessa zona di confine dove la coscienza, la volontà e la sensibilità dell’uomo sono in contatto con le forze oscure che, secondo San Paolo, agiscono nel mondo fin quasi a signoreggiarlo” (Reconciliatio et paenitentia, 14). Purtroppo gli esseri umani possono diventare protagonisti di malvagità, cioè “generazione maligna e perversa” (Mt 12,39). Noi crediamo che Gesù ha vinto definitivamente Satana e ci ha sottratti così alla paura nei suoi confronti. Ad ogni generazione la Chiesa ripresenta, come l’apostolo Pietro nel discorso a Cornelio, l’immagine liberante di Gesù di Nazaret, “il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (At. 10,38). Se in Gesù è avvenuta la sconfitta del maligno, la sua vittoria tuttavia dev’essere liberamente accettata da ciascuno di noi, finché il male non sia completamente eliminato. La lotta contro il male richiede quindi impegno e continua vigilanza. La liberazione definitiva è intravista solo in una prospettiva escatologica (cfr Ap 21,4). Al di là delle nostre fatiche e degli stessi nostri fallimenti rimane questa consolante parola di Cristo: “Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo (Gv 16,33).”

Udienza di Giovanni Paolo II di mercoledì 18 agosto 1999

Le affermazioni del Papa sono molto importanti dato che confermano, in quest’epoca di incredulità (anche tra i cosiddetti cattolici), l’eterna verità della Parola di Dio.

Nel mio libro “Luce e tenebre” ho spiegato, basandomi sulla Parola di Dio, che esistono due tipi di possessione diabolica: l’ordinaria e la straordinaria. Mentre la seconda si evidenzia con la presenza del demonio nei corpi dei posseduti ed il diavolo reagisce durante gli esorcismi, l’ordinaria è costituita dall’influenza che satana esercita sul comportamento di moltissime persone le quali, volenti o nolenti, fanno esattamente ciò che il diavolo desidera; le frasi bibliche sopra riportate ci ammoniscono che chi agisce in tal modo non erediterà, in mancanza di conversione, il Regno di Dio in quanto compie le opere del demonio.

E’ innegabile che nell’epoca moderna il Maligno ha trovato in certi mass media dei potenti alleati per condizionare le menti ed il comportamento delle persone. Soprattutto la televisione, che è il mezzo più invasivo e maggiormente seguito dalle persone, trasmette, fatte salve le dovute eccezioni, programmi che allontanano dalla Parola di Dio. Spettacoli di cruda violenza, di perversione e di sesso, alternati a telenovelas che descrivono frequenti adulteri ed a dibattiti in cui i valori religiosi vengono irrisi, denigrati o aspramente contestati stanno creando modelli di riferimento in grado di stimolare comportamenti stigmatizzati dalla Sacra Scrittura. Ciò fa sospettare che sia all’opera una strategia diabolica che ha lo scopo di normalizzare atteggiamenti contrari alla Parola di Dio, affinché l’umanità perda il senso del peccato. Certi dibattiti televisivi o determinate interviste riportate da alcuni giornali e riviste denotano una sfacciata faziosità a favore di tesi esclusivamente laiciste; la stessa scelta poi, per salvare l’apparenza di democraticità, che privilegia le opinioni dei soliti personaggi di chiesa che paiono preoccuparsi più di piacere al mondo anziché a Dio crea l’impressione che non ve ne siano altri in grado di contrapporsi al dilagante ateismo. Conosciamo, invece, personaggi del mondo cattolico (sacerdoti e laici) che per fermezza di fede, capacità e sapienza sarebbero sicuramente in grado, meglio di certi “sociologi” cattolici, di difendere la nostra fede, di valorizzare ed attualizzare la Parola di Dio. Però questi personaggi raramente vengono interpellati. Purtroppo il tempo utilizzato per abbeverarsi alla televisione, moderno vitello d’oro, sottrae spazio alla preghiera e alla lettura di libri in grado di fornire documentazione alternativa alla disinformazione organizzata tesa a condizionare le menti e i comportamenti; tali scritti alternativi difficilmente vengono pubblicizzati su molti mass media (anche di marca cattolica) o in certi salotti televisivi preoccupati di diffondere ben altre opinioni e credenze.