E’ cosa nota che per interessi economici tutte le aziende multinazionali abbiano ripianificato le loro strategie di marketing per includere anche la comunità omosessuale. Si dovrebbe trattare appunto di una scelta di marketing oculata e tesa ad inglobare tutte le fasce di appartenenza, ma non è sempre così, quella che prima era una scelta di mercato intenzionale si è trasformata in una filosofia obbligatoria a causa dell’opera di censura del movimento LGTB.
Recentemente Mediaworld, colosso della distribuzione dell’elettronica, ha diffuso una campagna pubblicitaria per San Valentino con un offerta vantaggiosa: questa permetteva ai clienti in coppia (uomo e donna) che avessero comprato degli oggetti in offerta di essere sorteggiati per comprarne degli altri gratuitamente. A vederla così non c’è nulla di male, le aziende da sempre scelgono un target di persone che rispecchi la loro politica di mercato e a loro si rivolgono, senza contare che si tratta della fascia di persone più larga e che l’immaginario comune di San Valentino è da sempre improntato sull’amore etero.
Si può desumere che l’esclusione delle coppie omosessuali facesse parte di una scelta di marketing e non un atto discriminatorio, vi lamentereste mai se la Barilla nelle pubblicità mostrasse delle famiglie invece che degli scapoli? Probabilmente no, perché è così da sempre ed i maggiori consumatori del prodotto sono appunto le famiglie. La bramosia di usufruire dell’offerta ha tattosi, in questo caso, che la comunità omosessuale si rivoltasse contro Mediaworld, sostenendo che non includere le coppie omosessuali fosse una discriminazione.
La compagnia, così, si è vista costretta a fornire delle scuse per la scelta di mercato, spiegando che non voleva offendere nessuno, ne discriminare. Adesso, va bene la ricerca di pari diritti, ma ricevere un offerta da un privato è un diritto? Stavano per caso impedendo loro di effettuare acquisti nei loro store? Quello che viene logico pensare dopo una tale caccia alle streghe è che il desiderio di possesso materiale abbia fatto “rosicare” le coppie dello stesso sesso che, per farsi ragione, hanno poi portato il tutto sulla discriminazione.
A nostro avviso una battaglia sui microonde in offerta svilisce il concetto stesso di parità dei diritti tanto ricercata dalla comunità LGTB, e non solo, la rende alla stregua di un obbligo, di un atto di prepotenza.
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