L’attacco del papa: “Quanta sporcizia nella Chiesa, vergogniamoci!”

L'attacco del papa: "Quanta sporcizia nella Chiesa, vergogniamoci!"
(Getty Images)

In una lettera aperta ai fedeli papa Francesco condanna duramente gli abusi perpetrati dai sacerdoti ai danni dei bambini ed invita tutti i membri della Chiesa a condannare senza remore qualsiasi vergognoso episodio di questo tipo.

La scoperta degli ennesimi abusi su bambini da parte di sacerdoti ha aperto una ferita nel cuore del Santo Padre, il quale ha voluto scrivere una lettera di condanna aperta ai fedeli ed ai membri della Chiesa ribadendo la vergogna ed il dolore provati per le colpe dei sacerdoti e chiedendo a tutti di non permettere più che simili episodi accadano. In uno dei passaggi principali della lettera, papa Francesco chiede scusa ai fedeli che si sentono giustamente feriti da tali episodi: “E’ imprescindibile che come Chiesa possiamo riconoscere e condannare con dolore e vergogna le atrocità commesse da persone consacrate, chierici, e anche da tutti coloro che avevano la missione di vigilare e proteggere i più vulnerabili. Chiediamo perdono per i peccati propri e altrui. La coscienza del peccato ci aiuta a riconoscere gli errori, i delitti e le ferite procurate nel passato e ci permette di aprirci e impegnarci maggiormente nel presente in un cammino di rinnovata conversione”.

La condanna di papa Francesco: “Gli abusi sono un crimine che lascia un segno indelebile”

Nella stessa lettera il papa si sofferma a parlare degli abusi, come se volesse sensibilizzare i colpevoli e fargli capire che non si tratta di un semplice errore, ma di “Un crimine che lascia profonde ferite di dolore e impotenza”, sopratutto nelle vittime, ma anche nei familiari ed in tutta la comunità che perde per sempre la fiducia nel sacerdote in questione, ma anche nell’Istituzione Chiesa. Proseguendo il discorso il pontefice evidenzia come non ci siano parole o gesti per scusarsi abbastanza con le vittime, ma che il futuro dev’essere contraddistinto da una cultura contraria a perpetrare simili crimini ed anche avvera a coprirli.

A questo proposito si rivolge con durezza ai membri della Chiesa e chiede loro di smetterla di omettere tali crimini, smetterla di coprire i colpevoli perché il dolore delle vittime è quello della Chiesa: “Siamo interpellati come Popolo di Dio a farci carico del dolore dei nostri fratelli feriti nella carne e nello spirito. Se in passato l’omissione ha potuto diventare una forma di risposta, oggi vogliamo che la solidarietà, intesa nel suo significato più profondo ed esigente, diventi il nostro modo di fare la storia presente e futura, in un ambito dove i conflitti, le tensioni e specialmente le vittime di ogni tipo di abuso possano trovare una mano tesa che le protegga e le riscatti dal loro dolore”.

Quindi in conclusione fa sue le parole del papa emerito Benedetto XVI (allora solo cardinale) quando nella pasqua del 2005 disse: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!”.