L’assurda posizione della Clinton sull’aborto a nascita parziale

 

Per quanto l’aborto sia sempre da considerare una pratica deprecabile e pericolosa, lo è ancora di più quando viene effettuata al nono mese di gravidanza attraverso “L’ aborto a nascita parziale”: in questi casi, infatti, il bambino viene ucciso attraverso lo schiacciamento della colonna cervicale o quello del cranio. Anche i più convinti assertori dell’aborto come forma di rispetto della libertà della donna si sono più volte schierati contro questa pratica, ad eccezione di Hillary Clinton, la quale nell’ultimo discorso elettorale ha appoggiato questa disumana forma d’aborto definendola: “Necessaria per la salute e la vita della donna”.

Quello che ignora (o preferisce nascondere) la Clinton è che la maggior parte di questi interventi viene effettuato in casi in cui la donna non è a rischio ed il bambino è perfettamente sano. Il suo obbiettivo ufficiale è tutelare il diritto di libertà decisionale delle donne sancito dalla sentenza Roe vs. Wade ed infatti afferma: ”La sentenza Roe v. Wade stabilisce molto chiaramente che non ci devono essere leggi che limitano l’aborto. Il Governo non deve immischiarsi nelle decisioni più intime e personali delle donne, né può limitare la vita o la salute delle donne”.

Quello che dimentica la Clinton è che l’interruzione volontaria di gravidanza è una pratica pericolosa per la salute fisica e psichica delle donne e lo diventa sempre di più con il passare dei mesi. Inoltre l’aborto a nascita parziale prevede che il medico effettui un parto podalico, ovvero che faccia girare il bambino all’interno dell’utero per farlo uscire dai piedi, una tecnica utilizzata solitamente in casi di emergenza e che comporta un aumento dei rischi per la donna. Insomma la posizione della politica americana non è difendibile sotto nessun punto di vista, possibile che la sua opinione sia stata suggerita dalla azienda privata che si occupa di aborti e che ha finanziato la sua campagna elettorale, la Planet Parenthood?