LA PREGHIERA DELLA SPERANZA

PREGHIERA SULLA SPERANZA

 

 

 

Etimologicamente la parola “speranza” deriva dal latino “spes”, che a sua volta si riconduce alla radice sanscrita “spa-”, che vuol dire “tendere verso una meta”.

Lungi, quindi, dall’essere l’ultima spiaggia, quella che preannuncia la disperazione, la disfatta, la fine di tutto (come vuol farci credere un noto proverbio: “Chi di speranza vive, disperato muore!”), indica l’azione di confidare in un progetto, in un percorso, in un traguardo, che ci si prefigge di render reale, senza il minimo dubbio che questo passa non avverarsi.

E’ un’aspettativa ottimistica sul futuro, su un cambiamento migliorativo della propria situazione e di quella altrui.

Potremmo anche dire che è un atteggiamento, grazie al quale ci si proietta in avanti, certi che le nostre iniziative possano portare i frutti meritati.

La speranza allora diventa prima di tutto un processo di autostima, nel credere in ciò che si vuole essere, poi un percorso di consolidamento delle proprie intenzioni e quindi una modalità di vita, con la quale si aspetta il domani col sorriso sulle labbra, così come si attende il raggio di sole dopo un temporale.

Il raggio di sole -si sa- non potrà mai tradire le nostre attese, la stessa convinzione e sicurezza si abbia per la realizzazione della nostra speranza.

Ricordandoci che è essa, anche e soprattutto, quella virtù che ci vuole abbandonati tra le braccia di Cristo, certi che si prenderà cura delle nostre stanche menti e dei nostri affetti.

Signore, donami la speranza di cui ho bisogno, fai ardere dentro il mio cuore, quotidianamente, 
una fiaccola di luce che possa guidarmi, anche quando le ombre sembrano aver preso il sopravvento.
Donami la speranza che nutre la mia mente, che non mi fa temere, che mi ricorda che tu sei sempre accanto a me.

Signore, sii tu la mia speranza, regalandomi la tua presenza nel mio cuore,
la tua gioia nelle mie giornate, il tuo amore nei miei sorrisi.

Che la tua speranza sia la bevanda  che disseta la mia bocca. Grazie. Amen.

(Marco Papasidero)